Giornata della Legalità: il racconto di come sabato scorso Catania ha scelto di celebrare le vittime della mafia

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Nel giorno della memoria dedicato a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro e a tutte le vittime della mafia, Catania è tornata a riempirsi di giovani, associazioni e cittadini per ribadire il valore della legalità e della partecipazione civile. Le iniziative organizzate in occasione del 34esimo anniversario della strage di Capaci si sono svolte appunto sabato 23 maggio, trasformando il centro cittadino in uno spazio di riflessione collettiva, memoria e impegno.

Il primo appuntamento si è tenuto nel pomeriggio ai piedi della scalinata della Legalità, in piazza Giovanni Verga, dove centinaia di persone si sono ritrovate per prendere parte all’iniziativa promossa dalla sezione catanese dell’Associazione Nazionale Magistrati, dal Consiglio notarile di Catania e Caltagirone e dall’Ordine degli avvocati di Catania. Presenti numerosi studenti, che hanno assistito agli interventi dei rappresentanti delle realtà promotrici e ascoltato i cori e le esibizioni dei musicisti di Librino, in un momento che ha unito memoria, musica e testimonianza civile.

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La giornata si è poi intrecciata con il programma promosso da CittàInsieme e dalla Zona Etnea dell’AGESCI, che quest’anno hanno scelto di rilanciare insieme la “Marcia della Legalità” e la “Veglia per la Democrazia” come iniziative aperte all’intera città. Accanto agli organizzatori hanno aderito anche Nuova Acropoli, Libera, la Consulta degli Studenti dell’Università di Catania, il Movimento Giovanile Salesiano MGS Sicilia, la sezione catanese dell’Associazione Nazionale Magistrati e numerose altre associazioni del territorio.

Il tema scelto per il 2026 – “Costruttori di Pace, costruttori di Democrazia” – ha rappresentato il filo conduttore dell’intera manifestazione: un invito a custodire la democrazia attraverso la responsabilità, la partecipazione e la cura della comunità, raccogliendo idealmente il testimone lasciato da Falcone, Borsellino e dagli uomini delle scorte.

Alle 17 è quindi partita da piazza Verga la “Marcia della Legalità”, che ha attraversato il centro cittadino coinvolgendo quasi mille persone, in gran parte ragazzi e ragazze dell’AGESCI, insieme a cittadini, studenti e rappresentanti del mondo associativo. Il corteo ha fatto tappa al Parco Falcone, luogo simbolo della lotta alla mafia e bene sottratto – come ricordato dagli organizzatori – al boss Nitto Santapaola.

Una presenza ampia e partecipata, soprattutto da parte dei più giovani, che ha dato vita a un lungo percorso collettivo di memoria e impegno civile. Sarebbe stato bello vedere accanto ai ragazzi e ai cittadini anche una partecipazione più ampia da parte dei rappresentanti dei partiti e delle istituzioni locali, assenti durante la manifestazione, mentre invece la città civile ha risposto con convinzione all’appello degli organizzatori.

Conclusa la marcia, intorno alle 20, le iniziative si sono spostate nello spiazzale antistante alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove ha preso il via la tradizionale “Veglia per la Democrazia”. Oltre 300 persone hanno riempito la scalinata per prendere parte a un momento che è stato insieme commemorazione, riflessione collettiva e occasione di condivisione.

La veglia, dedicata quest’anno alla memoria di Padre Salvatore Resca – fondatore di CittàInsieme e del coro polifonico “Imago Vocis” – si è aperta con l’interpretazione di “Signor Tenente” da parte di Mirko Viola, seguita dai saluti dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati. Nel corso della serata lo stesso Viola ha letto un ricordo dedicato a Padre Resca, figura che per oltre mezzo secolo ha rappresentato un punto di riferimento per l’impegno civile, educativo e culturale della città.

Nel testo letto durante la commemorazione è stato sottolineato come «Salvatore Resca ci ha mostrato come si fa a svolgere il mestiere più difficile in assoluto, quello di cittadino. Ci ha insegnato che è possibile realizzare il bene comune anche in una città come Catania, ma che è possibile riuscirci soltanto operando insieme agli altri».

La serata è stata accompagnata anche dalla partecipazione dei cori polifonici “Imago Vocis”, “Tempus Jocundum”, “Sinapsy” e dall’Ensemble di clarinetti e dal gruppo percussioni del liceo musicale “Angelo Musco” di Catania, contribuendo a trasformare la veglia in un momento di memoria condivisa ma anche di amicizia, partecipazione e speranza affidata soprattutto alle nuove generazioni.

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