CATANIA – Cento giorni per raccontare, valorizzare e difendere uno dei simboli più autentici della cucina catanese e siciliana. È stata presentata oggi pomeriggio, nella sede di CNA Catania, l’iniziativa “100 Giorni della Norma”, un percorso che per oltre tre mesi metterà al centro la Pasta alla Norma non solo come eccellenza gastronomica, ma come espressione identitaria del territorio.

L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: trasformare un piatto della tradizione in un vero e proprio strumento di promozione culturale, economica e turistica. Nei prossimi cento giorni, ristoratori aderenti, cuochi, produttori e studiosi saranno coinvolti in un programma fatto di degustazioni, contenuti digitali, approfondimenti storici e tavoli tecnici che porteranno fino al seminario conclusivo del 23 settembre, con l’ambizione di arrivare alla stesura di un disciplinare utile ad avviare il percorso per un riconoscimento normativo del piatto.
Ad aprire la conferenza stampa è stata Maria Rita Mancuso Catarinella, che ha illustrato la struttura del progetto: un percorso articolato tra eventi fisici e digitali, con la creazione di una pagina dedicata, rubriche tematiche, contenuti video, momenti di confronto e la partecipazione attiva dei ristoratori aderenti.
A seguire, Domenico Privitera ha richiamato l’essenza stessa della ricetta, fondata su cinque ingredienti semplici — pasta, pomodoro, melanzana fritta, basilico e ricotta salata — sottolineando come il valore del piatto risieda nella qualità delle materie prime e nella filiera artigianale locale, dai grani antichi siciliani fino ai prodotti stagionali del territorio.
Il contributo storico è arrivato poi da Calogero Matina, che ha ricostruito il legame profondo tra la Pasta alla Norma e l’opera di Vincenzo Bellini, evidenziando come si tratti probabilmente dell’unico piatto italiano il cui nome è direttamente legato a un capolavoro lirico. Un intreccio tra gastronomia, musica e memoria storica che rafforza ulteriormente il valore simbolico della ricetta.
Sul fronte gastronomico, Vincenzo Mannino ha ribadito il ruolo centrale dei cuochi nel custodire e reinterpretare la tradizione, spiegando come la Norma rappresenti un ponte tra passato e presente, capace di mantenere intatte le proprie radici e continuare a vivere nel tempo.
A chiudere gli interventi è stato il segretario territoriale di CNA Catania, Andrea Milazzo, che ha sintetizzato il senso profondo dell’iniziativa: dimostrare che cultura ed economia non sono mondi separati. Secondo Milazzo, oggi la capacità di un territorio di competere passa anche dalla sua abilità nel raccontarsi, e la Pasta alla Norma può diventare uno strumento potente per promuovere non solo la gastronomia, ma l’intera comunità, le sue imprese e il suo patrimonio identitario.



