Salve a tutti e ben ritrovati nella rubrica di Hashtag Sicilia “L’Intervista”, il format attraverso il quale approfondiamo temi di attualità, politica e società insieme a ospiti che contribuiscono a leggere il presente e immaginare il futuro della nostra terra.
Nella puntata di questa sera torniamo su una questione centrale per la Sicilia: l’autonomia regionale. A ottant’anni dalla nascita dello Statuto speciale, il dibattito torna ad accendersi non tanto in chiave celebrativa, quanto come occasione di riflessione su uno strumento che, nato in un contesto storico straordinario come quello del secondo dopoguerra, oggi sembra mostrare tutti i segni del tempo.
A parlarne con noi sarà Roberto Tagliavia, promotore dell’iniziativa che lo scorso 15 giugno, a Villa Zito, ha riunito associazioni, studiosi e rappresentanti del mondo civile attorno all’idea di costituire un Comitato per la riforma dello Statuto siciliano. Un’iniziativa che parte da una constatazione precisa: l’autonomia, così come è stata concepita nel 1946, appare oggi sempre meno coerente con il contesto politico, economico e internazionale in cui la Sicilia si trova ad operare.
Nel corso della nostra chiacchierata analizzeremo le ragioni di questo appello. Dal ritardo economico e civile che ancora caratterizza l’Isola, fino a una macchina amministrativa considerata da molti lenta, centralizzata e spesso distante dai cittadini. Un sistema che, secondo Tagliavia, ha finito per indebolire i Comuni e limitare la partecipazione democratica, rendendo più difficile anche il rapporto con lo Stato e con l’Europa, soprattutto nell’utilizzo delle risorse comunitarie.
Ma la riflessione si spinge oltre i confini istituzionali. L’autonomia siciliana viene riletta anche alla luce dei grandi equilibri internazionali: dalla posizione strategica dell’Isola nel Mediterraneo, alle tensioni geopolitiche che attraversano oggi Ucraina, Medio Oriente e Nord Africa. Uno scenario che, secondo Tagliavia, impone una domanda cruciale: la Sicilia deve essere sempre più una piattaforma militare nel cuore del Mediterraneo o può tornare a essere un ponte di pace, cooperazione, commercio e assistenza tra i popoli?
Nel confronto affronteremo anche il tema delle nuove generazioni, della loro crescente distanza dai temi autonomistici e della fuga costante di giovani talenti dalla Sicilia. Un fenomeno che impone di ripensare il futuro dell’Isola non solo in termini identitari, ma soprattutto economici, formativi e produttivi.
Tra gli spunti più interessanti emersi, anche il richiamo a modelli internazionali come quello delle isole Svalbard, esempio di autonomia speciale regolata da accordi internazionali, smilitarizzazione e cooperazione economica. Un riferimento che apre interrogativi nuovi su cosa potrebbe diventare la Sicilia nel XXI secolo.
Di tutto questo, e molto altro ancora, parleremo questa sera con Roberto Tagliavia, in un’intervista che prova ad andare oltre le contrapposizioni ideologiche per porre una domanda semplice ma decisiva: quale Sicilia vogliamo costruire per i prossimi decenni? L’appuntamento è alle ore 20.00 sulla nostra pagina Facebook, sul canale YouTube e sugli altri canali social di Hashtag Sicilia. Non mancate.



