PALERMO – “Le recenti dinamiche politiche che hanno visto il passaggio in Forza Italia del consigliere metropolitano Flavio Pillitteri impongono una doverosa riflessione sul rispetto delle istituzioni e dei numerosi amministratori della Democrazia Cristiana che, in occasione delle elezioni del Consiglio metropolitano di Palermo, hanno espresso la propria fiducia nei suoi confronti”.
Lo dichiarano Santi Bellomare, segretario provinciale DC a Palermo, Salvatore Imperiale, capogruppo DC al Comune di Palermo, e Luciano Marino, capogruppo DC alla Città metropolitana.
“Pur rispettando la sua legittima scelta di cambiare partito – affermano – che apprendiamo dagli organi di stampa, ci saremmo aspettati le sue dimissioni dalla carica di consigliere della Città metropolitana di Palermo per una fondamentale questione di coerenza democratica.
È bene ricordare, infatti, che il Consiglio metropolitano è un organo eletto tramite elezioni di secondo livello, nel quale sindaci e consiglieri comunali del territorio esprimono il proprio voto.
Il passaggio a un altro partito, pertanto, altera radicalmente l’equilibrio stabilito da quel voto, in quanto il seggio occupato non appartiene al singolo eletto in quanto tale, ma rappresenta la fiducia che gli amministratori locali della Democrazia Cristiana hanno riposto nella candidatura di Flavio Pillitteri.
In un’elezione di secondo livello, il vincolo di mandato morale e politico con la lista di appartenenza è, se possibile, ancora più stringente rispetto alle elezioni dirette. Continuare a occupare quel seggio sotto una nuova bandiera rappresenta una forzatura istituzionale che danneggia la credibilità stessa dell’ente Città metropolitana.
Per il rispetto dovuto agli amministratori della Democrazia Cristiana che hanno espresso il proprio voto, auspichiamo pertanto che Flavio Pillitteri compia un atto di responsabilità e rassegni le proprie dimissioni, permettendo il subentro del primo dei non eletti della lista originaria, ripristinando così la legittimità democratica del voto espresso”.



