Pochi giorni fa la Commissione europea ha riconosciuto l’insularità, cioè il requisito non solo geografico ma anche economico e sociale delle isole della UE, come una condizione di disagio. Già l’Italia, con la legge costituzionale n. 2 del 7 novembre 2022, all’art.119 della costituzione aggiungeva un comma dove “La Repubblica riconosce le peculiarità delle isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”. Questi due riconoscimenti, in particolare quello dell’UE, tenendo conto appunto della condizione di isolamento di queste aree geografiche, puntano ad incidere con misure specifiche su alcuni fattori quali la vulnerabilità climatica, la scarsità d’acqua, la forte dipendenza dai combustibili fossili, ma soprattutto sulla condizione delle infrastrutture e quindi sugli elevati costi di trasporto e sui lunghi tempi di viaggio e di percorrenza interna. La Sicilia, non solo per la sua condizione geografica, porta da tempo con sé tutta questa serie di complessità, in particolare proprio nel settore dei trasporti e della mobilità.
La CNA FITA Ragusa, alla luce di questi due riconoscimenti e analizzando le condizioni delle varie infrastrutture presenti in provincia, vuole provare non solo a rimarcare le tante complessità che gravano sul sistema logistico del nostro territorio, ma soprattutto punta a dare indicazioni su come migliorare e mettere in rete queste infrastrutture sia all’interno dei territori provinciali e poi più complessivamente a livello regionale.
La provincia di Ragusa, localizzata nella parte Sud Orientale della Sicilia, presenta tre infrastrutture: l’aeroporto di Comiso, il porto di Pozzallo e l’autoporto di Vittoria, quest’ultima è una struttura incompleta mai utilizzata e nel corso degli anni è stata fortemente vandalizzata. Tutte e tre sono parzialmente collegate da una rete stradale costituita dal circa 60 Strade Provinciali (SP), tre Strade Statali: SS115 – SS 194 – SS 514 e da un frammento di circa 12 Km d’autostrada (A18 Siracusa Gela) che va da dallo svincolo Ispica Pozzallo fino allo svincolo di Modica.
Le condizioni che questa rete viaria presenta sono di robuste criticità e forti disomogeneità, il tutto è caratterizzato – fortunatamente – da una massiccia presenza di cantieri stradali. In particolare, è considerata un’arteria ad altro rischio la SS 115. Questa strada nel tratto ragusano presenta zone di scarsa sicurezza legate sia all’alto volume di traffico, sia alla conformazione tortuosa e sia alla presenza di cantieri. Si segnalano frequenti incidenti, in particolare nei tratti tra Ragusa, Modica e Acate, con forti ripercussioni sulla viabilità. Inoltre va detto come questa strada attraversi tutt’ora aree urbane e da tempo sono in corso alcune varianti che permetteranno, non si sa quando, di aggirare le zone abitate.
La SS 194 e la SS 514 che collegano il territorio con il nodo infrastrutturale di Catania sono attualmente interessate da un’importante opera di ammodernamento e di raddoppio a quattro corsie dell’intero tracciato. I lavori, iniziati nell’autunno del 2023, sono stati suddivisi in quatto lotti: 1° Ragusa–Chiaramonte, 2° Chiaramonte e Grammichele, 3° Grammichele–Francofonte e 4° Francofonte tangenziale Catania. I lotti 1, 2, e 4 avanzano con un ritmo moderatamente sostenuto, il lotto 3 invece ancora è fermo al palo (si veda grafico allegato). Si presume che l’opera sarà parzialmente pronta nella prima metà del 2028. E’ chiaro come questa “momentanea strozzatura”, che rischia di diventare strutturale, ha messo in difficoltà il sistema dei trasporti e della logistica delle diverse economie del territorio.

Anche le strade provinciali presentano condizioni critiche, per questo sono attualmente oggetto di un piano di riqualificazione che riguarda sia la messa in sicurezza di alcuni assi e sia il rifacimento del manto stradale.
Queste nostre analisi sono confermate da due dati. Uno è l’indice di dotazione infrastrutturale stradale della provincia di Ragusa da sempre storicamente inferiore alla media nazionale (si veda tabella allegata). L’ultimo rilevamento effettuato dallo SVIMEZ nel dicembre 2025 classifica il territorio ibleo nelle fasce più basse per consistenza di rete, a causa soprattutto della scarsa presenza di autostrade (solo 12 Km) e dei cronici ritardi nel completamento della viabilità principale. Questo livello delle infrastrutture di trasporto determina il secondo dato che è caratterizzato dall’impatto pienamente sfavorevole sulla competitività delle imprese del ragusano. Le stesse infatti devono sopportare costi di trasporto spesso superiori rispetto alle realtà produttive limitrofe. l’Associazione Nazionale Commercialisti ha stimato i costi che gravano sulle imprese iblee in 180 milioni di euro all’anno in più.

E’ fin troppo evidente come la movimentazione di merci, persone e prodotti è la nuova opportunità economica che ha questa terra. Per fare decollare questo settore, servono però politiche in grado di adeguare l’attuale sistema economico a funzioni logistiche che siano in chiave di completamento e di ridisegno produttivo di quest’area, prima fra tutte proprio la rete viaria. La Provincia di Ragusa ha tutte le caratteristiche per essere un polo logistico intermodale, un quadrante logistico nell’area Sud del Mediterraneo, quindi il punto d’incontro ideale per il trasporto merci-persone sia stradale, sia aereo e sia marittimo. Ma per fare ciò serve metter in rete l’aeroporto di Comiso, il porto di Pozzallo, e, se completato e messo in funzione, l’autoporto di Vittoria. I fondi e le condizioni per fare tutto ciò sono già in campo.
- L’aeroporto di Comiso è oggetto di un piano di rilancio logistico che prevede la creazione di un hub per le merci nel Sud-Est siciliano. Il progetto è sostenuto da uno stanziamento di 47 milioni di euro a valere sui Fondi Sviluppo e Coesione (FSC), approvato dalla Commissione Europea.
- Il porto di Pozzallo sta vivendo una fase di profonda trasformazione logistica e infrastrutturale, con oltre 26 milioni di euro di finanziamenti stanziati in meno di tre anni dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale.
- Per l’Autoporto di Vittoria è stata finalmente avviata la sua fase di rilancio e completamento. La Società degli Interporti Siciliani S.p.A. (SIS) e il Comune di Vittoria hanno siglato un protocollo d’intesa per sbloccare l’opera e integrarla nel polo logistico con l’aeroporto di Comiso. L’obiettivo strategico dell’accordo siglato mira a creare un polo intermodale collegato con lo scalo aeroportuale. Potenziare il comparto cargo per il trasporto delle merci, valorizzando l’area. Reperire nuovi finanziamenti per completare la struttura e metterla in funzione.
- Il recente varo della “Strategia europea per le Isole” da parte della Commissione Europea riconosce formalmente l’insularità come uno svantaggio strutturale permanente. Questo quadro strategico sblocca fondi e semplifica le procedure di deroga per il potenziamento delle infrastrutture di trasporto, comprese le reti stradali regionali e nazionali delle isole. A ciò si somma l’inserimento del Principio di Insularità nella Costituzione (art. 119) che impegna lo Stato a rimuovere gli svantaggi da discontinuità territoriale. Tramite il Fondo di Perequazione Infrastrutturale e ingenti accordi di coesione, devono essere effettuati massicci piani di potenziamento stradale per Sicilia, quindi anche per la nostra provincia, mirati a colmare il divario con la penisola.
Le condizioni economiche per creare sviluppo vero per il territorio e occupazione reale ci sono tutte. Serve però attenzione, serve una forte volontà politica, serve fare sistema. Servire per promuovere e rilanciare le econome locali: agricoltura-agroalimentare, turismo e servizi, affrontando i divari che hanno e stanno limitando le attività economiche più dinamiche del Mezzogiorno.
Il Responsabile Reg.le Il Presidente Territoriale
Giorgio Stracquadanio Giovanni Sallemi



