L’iter in corso per la privatizzazione dell’aeroporto di Catania solleva interrogativi su trasparenza, legittimità e obiettivi strategici, oltre che sulle possibili ricadute per il territorio della Sicilia orientale. È questo, in sintesi, il quadro emerso dal documento redatto da Volerelaluna e discusso nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Palazzo della Cultura, al quale hanno preso parte associazioni, esperti, esponenti politici, rappresentanti sindacali e amministratori locali.
Nel corso dell’iniziativa è stata evidenziata, da più parti, l’opportunità di sospendere il percorso di privatizzazione per consentire ulteriori approfondimenti e un confronto più ampio, così come è stata richiamata l’attenzione sulla situazione della Camera di Commercio del Sud Est, ancora commissariata. Tra i temi emersi, la necessità di garantire maggiore trasparenza, condivisione e partecipazione in un’operazione considerata di rilevante impatto economico e strategico per il territorio.
Particolare attenzione è stata posta sul ruolo del commissario straordinario della Camera di Commercio, nominato oltre tre anni fa per accompagnare il rinnovo degli organi di governo dell’ente, rinnovo che ad oggi non è stato ancora completato. Durante il dibattito è stato osservato come le decisioni in corso abbiano una portata che va oltre la gestione ordinaria e coinvolgano scelte strategiche di lungo periodo, rispetto alle quali è stata sollevata l’esigenza di una maggiore accessibilità agli atti e ai documenti.
Nelle relazioni introduttive di Franco Russo e Raffaele Tregua di Volerelaluna è stato sottolineato come SAC, pur configurandosi come società per azioni, mantenga una natura pubblica e una funzione strettamente connessa all’interesse collettivo e allo sviluppo del territorio.
I relatori hanno di conseguenza messo in discussione l’ipotesi prevista dal bando di una cessione ai privati della maggioranza assoluta delle quote (almeno il 51%), scelta che affiderebbe a soggetti privati il controllo di una infrastruttura considerata strategica per la Sicilia e per il Mediterraneo. Nel corso del confronto è stato evidenziato come una eventuale apertura al capitale privato potrebbe essere valutata in forme differenti, ad esempio attraverso quote di minoranza, e comunque sulla base di dati, analisi economiche e piani industriali dettagliati.
Tra gli elementi richiamati anche la necessità di chiarire il ruolo dell’aeroporto di Comiso all’interno di una visione integrata del sistema aeroportuale siciliano, così come di definire in maniera più precisa le connessioni con le altre infrastrutture di mobilità, dalle ferrovie alla metropolitana fino ai servizi di trasporto su gomma.
Ulteriore aspetto emerso riguarda gli importanti investimenti pubblici già in corso sull’aeroporto di Catania, dalla nuova aerostazione all’allungamento della pista, opere che potrebbero incidere significativamente sul valore complessivo dello scalo. Da qui la richiesta, avanzata nel dibattito, di valutare con attenzione quale possa essere il ritorno pubblico di tali investimenti in caso di ingresso di soggetti privati.
Nel documento Volerelaluna vengono inoltre prospettate possibili alternative alla privatizzazione totale, tra cui il mantenimento del controllo pubblico con una revisione della governance, l’ingresso di partner privati di minoranza o il ricorso a strumenti di finanziamento bancario o pubblico.
In questa direzione, l’analista Franz Cannizzo nel suo intervento ha prospettato di un “Patto per la Sicilia Orientale”, che propone alcuni punti cardine: la definizione del valore dell’aeroporto attraverso una perizia redatta da un soggetto indipendente, la chiarificazione preventiva delle prerogative di Golden Power, un piano industriale specifico per Comiso, garanzie per i lavoratori fino al 2049 e la destinazione vincolata dei proventi della cessione a favore della collettività.
Numerosi gli interventi nel corso dell’incontro, moderato da Giulio Toscano. Tra i presenti e intervenuti: Graziano Bonaccorsi per il Movimento 5 Stelle; Marcello Failla e Giolì Vindigni per Sinistra Italiana; Giuseppe Pappalardo ed Anthony Barbagallo per il Partito Democratico; il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio; Pina Alberghina per il Movimento per l’Autonomia; l’avvocato Germanà; Giuseppe Inturri per Legambiente; Loredana Gagliano per la CISAL; Giacomo Torrisi e Antonio Prelati del Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso; il quale, oltre ad aver riferito di aver già interessato le autorità di controllo competenti sul processo di privatizzazione dell’aeroporto di Catania, ha reso noto di aver presentato esposti presso alcune procure.



