Il 1° luglio 2026 si è tenuto a Ginevra l’incontro tra il Comitato Aziendale Europeo (CAE) e la Direzione Aziendale di STMicroelectronics. Tra i diversi e importanti temi sul tavolo, come FIM CISL riteniamo urgente e imprescindibile accendere i riflettori sulle preoccupanti dichiarazioni rese dal management aziendale in merito all’approvvigionamento idrico per il nuovo stabilimento WSiC (Silicon Carbide) di Catania.
Nonostante la firma del contratto lo scorso 23 giugno 2026 per la fornitura d’acqua al Catania Campus, non ci siamo voluti unire al coro entusiasta dei giorni scorsi: rimangono ancora sul tappeto nodi critici irrisolti che rischiano di compromettere il cronoprogramma industriale.
Per evitare ulteriori e insostenibili fermi nel piano di sviluppo, la Direzione Aziendale ha comunicato la decisione di farsi carico direttamente dei costi necessari per il trattamento delle acque. Questi costi, l’azienda dichiara, verranno decurtati dall’investimento iniziale previsto per il sito.
La Direzione aziendale ha inoltre ufficializzato che il progetto sconta già un anno di ritardosulla tabella di marcia originale: Fine 2027, data prevista per la fornitura idrica necessaria alla sola fase di ramp-up; nel corso del 2028, previsto il raddoppio della fornitura idrica per consentire l’aumento dei volumi produttivi.
Se da un lato l’azienda dichiara che l’attuale domanda di mercato per il carburo di silicio è in linea con la capacità produttiva installata, dall’altro l’allarme lanciato dal management è chiaro e preoccupante: se la domanda globale dovesse subire un’impennata e i ritardi nell’impiantistica di Catania non consentissero di soddisfarla tempestivamente, STMicroelectronics orienterà i volumi e le commesse verso lo stabilimento partner in Cina.
Pietro Nicastro, segretario generale Fim Cisl Sicilia, dichiara:«Non possiamo accettare che le inefficienze nell’impiantistica e i tempi per risolverle mettano a rischio la centralità strategica del sito di Catania a favore di competitor esteri, riducendo l’impatto degli investimenti iniziali già stanziati».
«Come FIM CISL esprimiamo una fortissima preoccupazione per uno scenario che rischia di ridimensionare le prospettive occupazionali e industriali del polo tecnologico catanese.
Porteremo questa fondamentale discussione sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)nell’incontro già previsto per questo mese di luglio. In quella sede chiederemo un confronto serrato con le istituzioni locali e nazionali: ognuno dovrà assumersi le proprie precise responsabilità. Gli impegni presi per la completa e tempestiva realizzazione del nuovo impianto di Catania vanno rispettati senza ulteriori rinvii».



