Università di Catania, la natura ispira la scienza: al via la Summer School EUNICE sulla chimica bioispirata

A Catania la Summer School EUNICE su chimica bioispirata e nanotecnologie sostenibili, dal 7 all'11 settembre: 6 CFU e candidature aperte fino al 10 luglio

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Come fa una foglia di loto a rimanere sempre pulita? Perché il geco riesce a camminare sui soffitti senza cadere? In che modo una conchiglia resiste agli urti meglio di molti materiali artificiali? E come fanno gli enzimi presenti nel nostro organismo a realizzare reazioni chimiche estremamente efficienti consumando pochissima energia?

Sono domande che appartengono a discipline diverse, ma hanno un elemento in comune: la risposta si trova nella natura. Ed è proprio da questa idea che nasce la chimica bioispirata, una delle aree di ricerca più promettenti della chimica contemporanea, al centro della EUNICE Summer School “Biomimetic Chemistry and Green Nanotechnologies”, che si svolgerà all’Università di Catania dal 7 all’11 settembre 2026 nell’ambito del Blended Intensive Programme “Excellence Programme in Bioinspired Chemistry” (domande di partecipazione entro il prossimo 10 luglio). L’iniziativa si inserisce nelle attività di EUNICE – European University, l’alleanza europea che promuove programmi formativi condivisi tra università di diversi Paesi.

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Non si tratta tuttavia una semplice imitazione della natura. In realtà il concetto è molto più sofisticato. La natura rappresenta il risultato di oltre tre miliardi e mezzo di anni di evoluzione. Ogni organismo vivente è il frutto di un lunghissimo processo di selezione che ha portato allo sviluppo di soluzioni estremamente efficienti per affrontare problemi complessi: costruire materiali resistenti ma leggeri, catturare la luce del Sole, trasportare ossigeno, riparare i tessuti, respingere l’acqua o trasformare sostanze chimiche con consumi energetici minimi.

La chimica bioispirata osserva i meccanismi della natura e ne riproduce i principi con materiali artificiali, non per copiarla ma per sviluppare tecnologie più efficienti e sostenibili. Diversi oggetti d’uso quotidiano nascono già da questa filosofia. L'”effetto loto”, ad esempio, sfrutta le microstrutture delle foglie che impediscono ad acqua e sporco di aderire: da qui sono nati rivestimenti autopulenti per vetri, vernici, pannelli solari e tessuti tecnici. Il geco, capace di arrampicarsi su qualsiasi superficie grazie a forze molecolari distribuite su milioni di microstrutture presenti sotto le zampe, ha ispirato adesivi riutilizzabili migliaia di volte. Infine la madreperla, con la sua struttura interna organizzata che le garantisce grande resistenza pur partendo da materiali fragili, sta ispirando nuovi compositi per ingegneria, medicina e aerospazio.

A differenza della biomimetica in senso generale, la chimica bioispirata si concentra sui processi molecolari, guardando alla natura come a una straordinaria “fabbrica chimica” capace di milioni di reazioni coordinate ogni secondo. Gli enzimi ne sono l’esempio più eloquente: accelerano le reazioni chimiche a temperatura ambiente, in acqua, con un’efficienza che l’industria tradizionale fatica spesso a eguagliare. Non stupisce, quindi, che molti laboratori lavorino oggi alla progettazione di enzimi artificiali, capaci di imitarne il comportamento e di rendere i processi industriali più rapidi, economici e sostenibili.

Un fronte particolarmente innovativo è l’incontro con le nanotecnologie, che operano su scale infinitesimali — un nanometro è un miliardesimo di metro — dove la materia rivela proprietà del tutto nuove. È qui che si coglie il vero cambio di paradigma: anziché imporre soluzioni artificiali, la chimica bioispirata osserva come la natura abbia già risolto certi problemi e trasforma quella conoscenza in innovazione. Un approccio che unisce scienza, sostenibilità e creatività, formando una nuova generazione di ricercatori pronti a progettare materiali e tecnologie più intelligenti e rispettosi dell’ambiente.

Per definizione si tratta quindi di una frontiera interdisciplinare: intreccia chimica, biologia, fisica, scienza dei materiali, nanotecnologie, ingegneria e informatica, offrendo strumenti concreti per affrontare alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo. Non stupisce quindi che la Summer School si rivolga a studenti di Chimica, Fisica, Biologia, Ingegneria e Farmacia, oltre che a dottorandi, con una conoscenza dell’inglese di livello B2. Il percorso, che vale 6 CFU, prevede la candidatura entro le 12 di venerdì 10 luglio tramite il modulo disponibile su www.unict.it, con relativa documentazione. Per informazioni: eunice.edu@unict.it (Team EUNICE dell’Università di Catania).

Durante la settimana in presenza, i partecipanti seguiranno seminari sugli sviluppi più recenti del settore — dagli enzimi artificiali ai materiali biomimetici, dalla fotonica bioispirata alle applicazioni farmaceutiche e alle nanotecnologie sostenibili — affiancati da attività di gruppo, consulenze sui progetti e una visita in un sito industriale, per un contatto diretto con la ricerca applicata.

Un’occasione preziosa per esplorare uno dei campi più dinamici della scienza contemporanea, che conferma ancora una volta come il laboratorio più avanzato al mondo sia quello che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi: la natura.

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