Da Catania un focus sulla crisi cubana: il documentario “L’assedio di Cuba” racconta gli effetti del bloqueo

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CATANIA – Un viaggio dentro la Cuba contemporanea, tra ospedali costretti a lavorare al buio, carenza di farmaci, crisi energetica, difficoltà produttive e conseguenze di un sistema di sanzioni che, secondo i relatori, va ben oltre i confini degli Stati Uniti. È questo il filo conduttore della serata organizzata dal Circolo di Catania dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, ospitata nella Camera del Lavoro di via Crociferi, durante la quale è stato proiettato il documentario L’assedio di Cuba, realizzato dal giornalista di Report Manuele Bonaccorsi insieme a Carlo D’Ambros.

Ad aprire l’iniziativa è stata Maria Merlini, segretaria nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, che ha inquadrato il contesto storico e politico della situazione cubana, sottolineando come il cosiddetto “embargo” venga definito più correttamente un vero e proprio “blocco economico, commerciale e finanziario”. Una definizione che, ha spiegato, nasce dal fatto che le restrizioni non riguardano esclusivamente i rapporti tra Stati Uniti e Cuba, ma si estendono anche ai Paesi terzi, impedendo di fatto alle imprese straniere di commerciare liberamente con l’isola.

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Secondo Merlini, il sistema sanzionatorio si è progressivamente irrigidito nel corso degli anni e ha conosciuto un’ulteriore escalation con l’amministrazione Trump. Alle precedenti misure si sarebbe infatti aggiunto un vero e proprio “assedio energetico”, che scoraggia o impedisce ai Paesi esteri di vendere carburante a Cuba. Una situazione che, secondo la segretaria nazionale dell’associazione, produce effetti a cascata sull’intera vita quotidiana del Paese.

L’assenza di carburante, ha evidenziato, non significa soltanto trasporti ridotti o maggiori difficoltà negli spostamenti, ma determina conseguenze molto più profonde: ostacola la distribuzione degli alimenti, impedisce il funzionamento dei generatori elettrici, rende difficoltoso l’approvvigionamento di acqua potabile e mette in seria difficoltà il sistema sanitario. Negli ospedali, ha spiegato, vengono spesso garantiti soltanto gli interventi d’urgenza, mentre numerosi servizi essenziali risultano compromessi.

Proprio queste conseguenze costituiscono il cuore del documentario di Bonaccorsi, costruito attraverso un lungo reportage realizzato attraversando l’isola, dall’Avana fino a Santiago de Cuba. Il giornalista ha spiegato di aver scelto di raccontare non soltanto la capitale, ma anche le aree interne e produttive del Paese, oggi difficilmente raggiungibili persino dagli stessi cubani per la scarsità di carburante.

L’obiettivo dichiarato era quello di realizzare un lavoro divulgativo capace di mostrare concretamente come il sistema delle sanzioni incida sulla vita delle persone, cercando al tempo stesso di unire rigore giornalistico e forza narrativa. Per Bonaccorsi, infatti, le immagini possono aiutare a comprendere fenomeni complessi molto più efficacemente di una semplice analisi teorica.

Le sequenze del documentario accompagnano lo spettatore all’interno di una Cuba segnata da continui blackout. Tra le immagini più forti vi sono quelle dell’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove i medici si trovano a operare al buio e i tecnici lavorano senza sosta per riparare un gruppo elettrogeno dal cui funzionamento dipende la sopravvivenza dei pazienti più gravi.

Il reportage documenta inoltre le difficoltà del sistema sanitario nel reperire medicinali essenziali. Medici e dirigenti ospedalieri raccontano come la mancanza di numerosi farmaci oncologici costringa i sanitari a utilizzare terapie meno efficaci o, in alcuni casi, a sospendere i trattamenti. Una situazione che, secondo le testimonianze raccolte nel documentario, avrebbe determinato anche un aumento della mortalità, attribuito proprio agli effetti del blocco economico.

Ampio spazio viene dedicato anche al settore della ricerca biotecnologica. Cuba, ricorda il documentario, dispone di centri di ricerca riconosciuti a livello internazionale, capaci di sviluppare farmaci innovativi, tra cui un vaccino terapeutico contro il tumore al polmone e promettenti trattamenti sperimentali per l’Alzheimer. Tuttavia, anche queste attività risultano rallentate dalla difficoltà nell’importare componenti e materiali indispensabili alla produzione.

Uno dei temi centrali affrontati durante la serata riguarda la cosiddetta extraterritorialità delle sanzioni americane. Bonaccorsi ha spiegato come le misure adottate dagli Stati Uniti finiscano per produrre effetti anche sulle aziende europee, che spesso rinunciano a commerciare con Cuba per il timore di incorrere in sanzioni o di compromettere i propri rapporti con il mercato statunitense.

Nel documentario vengono illustrati diversi esempi concreti: aziende europee che interrompono forniture mediche, contratti annullati, banche che rifiutano operazioni finanziarie e imprese impossibilitate a esportare prodotti verso Cuba anche quando non si tratta di aziende americane. Secondo il giornalista, questo meccanismo rappresenta anche una questione di sovranità europea, perché limita la libertà dei Paesi dell’Unione di scegliere autonomamente con chi commerciare.

L’analisi si estende poi al comparto produttivo cubano. Il reportage mostra le difficoltà delle miniere di nichel e cobalto, risorse strategiche per l’industria mondiale delle batterie, costrette a rallentare drasticamente la produzione per la mancanza di carburante. Vengono raccontati anche i problemi dell’agricoltura, con particolare attenzione alla filiera del caffè, dove produttori e imprese descrivono le difficoltà nel reperire pezzi di ricambio per i macchinari, acquistare gasolio e trasportare il raccolto.

Nonostante il quadro estremamente complesso, Bonaccorsi ha sottolineato come il popolo cubano continui a distinguersi per una straordinaria capacità di adattamento. Nel corso del reportage emergono numerosi esempi di creatività e resilienza: aziende che modificano i propri impianti per aggirare l’assenza di ricambi, contadini che ricorrono all’energia solare, lavoratori che trovano soluzioni alternative per mantenere attive le produzioni.

Tra gli aspetti affrontati figura anche la trasformazione economica in corso nel Paese. Il documentario evidenzia infatti come il governo cubano abbia progressivamente aperto alla nascita di piccole imprese private, nel tentativo di attrarre capitali e sostenere un’economia messa a dura prova dalla crisi. Una scelta che, secondo Bonaccorsi, rappresenta uno dei grandi interrogativi sul futuro del socialismo cubano, chiamato oggi a confrontarsi con un processo di maggiore liberalizzazione del mercato.

Nel corso dell’intervista rilasciata a latere della proiezione del documentario il giornalista ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle rimesse economiche inviate dai cubani residenti all’estero, diventate oggi una risorsa fondamentale per la sopravvivenza di molte famiglie, considerando che gli stipendi di numerose professioni pubbliche, come medici e insegnanti, risultano insufficienti a coprire il costo della vita.

Maria Merlini ha infine ribadito come, accanto agli aiuti materiali destinati alla transizione energetica di Cuba attraverso campagne di raccolta fondi per l’installazione di impianti fotovoltaici e fonti rinnovabili, sia fondamentale il lavoro di informazione. Secondo la segretaria nazionale, gran parte dei media occidentali mostra gli effetti della crisi senza approfondirne le cause, alimentando una narrazione incompleta della realtà cubana.

Merlini ha inoltre criticato la recente posizione assunta dall’Italia all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove il nostro Paese si è astenuto sulla risoluzione di condanna del blocco economico contro Cuba. Una scelta che ha definito particolarmente grave anche alla luce del sostegno offerto dai medici cubani durante la pandemia di Covid-19 e della presenza, ancora oggi, di centinaia di professionisti sanitari cubani impegnati negli ospedali della Calabria.

La serata si è conclusa con un momento conviviale, durante il quale i partecipanti hanno preso parte alla cena sociale organizzata dall’associazione, accompagnata da una raccolta fondi destinata a sostenere il sistema sanitario cubano.

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