Aeroporti. Barbagallo (PD): “Privatizzazione di Sac a Catania è un vero golpe di una governance fallimentare”

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“La privatizzazione della Sac è un vero golpe e per questo è caratterizzata da aspetti tutt’altro che chiari. Sono 3 gli aspetti su cui è necessario accendere i riflettori: la privatizzazione della società; la tenuta democratica degli attori istituzionali e ruolo della politica negli asset economici essenziali per il territorio. La conclusione è che l’operazione di “privatizzazione” dell’aeroporto Fontanarossa è una vera e propria svendita portata avanti da una governance assolutamente fallimentare”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti, che trae spunto da un ricco e argomentato documento approvato dalla Direzione della federazione provinciale catanese del Pd.

Camera di commercio commissariata all’infinito. “La società che gestisce l’aeroporto di Catania – afferma Barbagallo – è già “controllata” da privati: il socio di maggioranza è infatti la Camera di commercio Sud-Est (che detiene oltre il 60% delle quote) e solo il 38% è in mano a soggetti pubblici come Città metropolitana di Catania, comune di Catania, Irsap. Libero consorzio di Ragusa e comune di Comiso. Partendo dal presupposto – assurdo, anche questo – che l’Ente camerale è commissariato da oltre 3 anni dalla Regione, eppure porta avanti un percorso, per noi illegittimo nel silenzio “rumoroso” delle associazioni imprenditoriali a parte alcune affermazioni, a titolo personale, di Pietro Agen. Ma è di fronte alla comparazione tra i bilanci del 5° aeroporto d’Italia, Catania appunto, con l’aerostazione Marconi di Bologna, che emergono numeri che testimoniano l’assoluta inadeguatezza dell’attuale governance di Sac, assolutamente fallimentare”. 

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Sac, dal bilancio dati allarmanti. Nel bilancio approvato da Sac per il 2025 vengono inseriti ricavi per circa € 112 milioni, con un un incremento del 3.3% rispetto alla gestione dell’anno precedente. L’utile netto prodotto, circa € 8. milioni. Sembrano numeri positivi. Che però stridono con i numeri registrati dalla società di gestione dell’aeroporto emiliano il 2025. Aeroporti Marconi di Bologna spa registra ricavi per oltre 188 milioni (+9,2% rispetto all’anno precedente) e un utile netto di quasi 25 milioni, a fronte di un numero sensibilmente inferiore di passeggeri transitati rispetto a Catania C’è un altro dato allarmante: Sac ha in organico, sommando anche i dipendenti della controllata S.A.C. Service, forza lavoro per 841 unità. Il Marconi ne annovera 671, controllate incluse. 

Esternalizzazione massiccia, rischio per i lavoratori. E’ massiccio il ricorso all’esternalizzazione di attività di gestione dell’aeroporto catanese: con quali ricadute in termini di trasparenza, tutela e garanzia per le lavoratrici e i lavoratori? Su questo punto l’attenzione deve essere massima, perchè non possiamo permettere – si legge nel documento – che ci siano figli di un Dio minore tra chi lavora in aeroporto. Non possiamo nemmeno consentire che Fontanarossa generi lavoro “apparente”. Alla luce di tutto questo “l’attuale assetto politico-imprenditoriale è indifendibile”. 

Senza piano industriale è una “svendita”. Ogni imprenditore – pubblico o privato che voglia misurarsi con un asset così strategico se punta allo sviluppo deve rappresentare in modo chiaro: un piano industriale vincolante; un programma di investimenti verificabile; indicatori di performance; impegni sulla crescita del traffico passeggeri e cargo; obiettivi di integrazione con ferrovia, porto e interporto; strumenti di confronto con le organizzazioni sindacali; forme di reporting periodico agli enti pubblici e alla collettività. 

No ai fondi speculativi. “Il punto dirimente per il futuro di Fontanarossa è che Sac – sostiene Barbagallo -venga valutata per il suo reale valore economico e strategico, evitando qualsiasi operazione di svendita del patrimonio aeroportuale siciliano. Allo stesso modo, il bando dovrà escludere espressamente la partecipazione di fondi speculativi, privilegiando soggetti in grado di garantire investimenti, sviluppo e tutela dell’interesse pubblico. Occorre inoltre attentamente verificare che il piano industriale del soggetto che acquisirà la società garantisca la piena tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori già impiegati presso l’aeroporto di Fontanarossa e, al contempo, sia in grado di rafforzare e sviluppare il ruolo dello scalo quale fondamentale motore di crescita economica, occupazionale e sociale del territorio”.

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