Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime vivo apprezzamento per l’avvio, a Catania, del progetto “Mare per Tutti 2026”, un’iniziativa che rappresenta un importante passo avanti nella concreta affermazione del diritto all’inclusione delle persone con disabilità. Il progetto, ideato e promosso dall’avv. Francesco Sanfilippo, Presidente del Dipartimento Disabilità e Politiche Sociali del movimento ControCorrente, con il contributo del presidente dell’associazione Catania Più Attiva, Santo Musumeci, e realizzato in sinergia con l’Amministrazione comunale, ha reso disponibili quattordici postazioni gratuite e completamente attrezzate nelle spiagge libere della Plaia e nel solarium di San Giovanni Li Cuti, dotate di passerelle, sedie anfibie, parcheggi riservati e servizi di assistenza dedicati.
L’iniziativa dimostra come il dialogo tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini possa tradursi in interventi capaci di restituire dignità e autonomia alle persone, trasformando il principio dell’accessibilità universale in una realtà quotidiana. Il diritto al tempo libero, alla socialità e alla piena fruizione degli spazi pubblici trova infatti fondamento nei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che richiama gli Stati e le comunità locali a rimuovere ogni ostacolo alla partecipazione piena ed effettiva alla vita sociale.
Il CNDDU auspica che esperienze virtuose come quella catanese non rimangano iniziative isolate o limitate alla stagione estiva, ma diventino modelli strutturali da estendere a tutto il territorio nazionale. L’accessibilità non può essere affidata esclusivamente alla sensibilità dei singoli o alla disponibilità di risorse straordinarie: deve costituire un criterio permanente nella progettazione degli spazi pubblici e delle politiche territoriali.
La scuola, in questo percorso, riveste un ruolo essenziale. Educare ai diritti umani significa formare cittadini consapevoli che l’inclusione non riguarda una minoranza, ma rappresenta un valore che migliora la qualità della democrazia e della convivenza civile.
Una società autenticamente democratica non si distingue per ciò che proclama, ma per ciò che rende concretamente possibile. Rendere accessibile una spiaggia significa riconoscere che la dignità della persona non conosce barriere, stagioni o condizioni fisiche. Ogni progetto che elimina un ostacolo costruisce una comunità più giusta e rafforza quella cultura dei diritti che la scuola è chiamata a trasmettere ogni giorno. Per il CNDDU l’inclusione non è un atto di generosità, ma il compimento del principio costituzionale di uguaglianza sostanziale: i diritti non si concedono, si garantiscono.



