Restauro del Busto reliquiario e del Velo di Sant’Agata, conclusi gli interventi dei Musei Vaticani. Oggi e domani l’ostensione straordinaria in Cattedrale

- Pubblicità -

Un intervento di altissimo valore storico, artistico e spirituale che restituisce ai fedeli uno dei simboli più identitari della città di Catania. È stato presentato ufficialmente il completamento dei lavori di restauro del Busto reliquiario e del Velo di Sant’Agata, realizzati dalle Maestranze dei Musei Vaticani in occasione del IX Centenario della Traslazione delle Reliquie della Patrona. Nel corso della conferenza stampa di ieri, lunedì 20 luglio, i relatori hanno illustrato le principali fasi dell’intervento, sottolineando come il progetto sia nato dalla stretta collaborazione tra l’Arcidiocesi di Catania, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, i Musei Vaticani e le istituzioni preposte alla tutela del patrimonio culturale.

Ad aprire la conferenza è stato l’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, che ha evidenziato come il restauro del Busto reliquiario e del Velo di Sant’Agata rappresenti molto più di un intervento conservativo: un percorso capace di restituire alla comunità un patrimonio di fede, storia e identità. L’arcivescovo ha ricordato che il progetto è nato con la volontà di affidare i lavori all’eccellenza delle Maestranze dei Musei Vaticani senza che il Busto lasciasse mai Catania, preservando così il legame inscindibile tra la Patrona e la sua città. Renna ha inoltre sottolineato che la tutela del patrimonio non significa custodire il passato come qualcosa di immobile, ma renderlo nuovamente comprensibile e vivo, affinché possa continuare a parlare alle nuove generazioni e rafforzare la devozione e l’amore dei fedeli verso Sant’Agata.

- Pubblicità -

La direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, ha ricordato come la volontà dell’arcivescovo monsignor Luigi Renna fosse quella di affidare il restauro alle competenze dei Musei Vaticani senza che il Busto reliquiario lasciasse mai Catania. Una scelta che ha portato le restauratrici a operare direttamente nel Palazzo Arcivescovile, consentendo di preservare il profondo legame tra il simulacro e la città. Jatta ha evidenziato la professionalità delle équipe coinvolte, il lavoro svolto sui gioielli – restaurati e catalogati in Vaticano – e il valore della sinergia instaurata tra tutte le istituzioni partecipanti, definendo il patrimonio agatino uno scrigno di fede prima ancora che un capolavoro artistico.

La presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, suor Raffaella Petrini, ha definito il restauro un autentico atto di venerazione verso Sant’Agata, ricordando come la Santa rappresenti per i catanesi non soltanto la patrona, ma una presenza viva, capace di accompagnare la comunità nei momenti più difficili. Petrini ha spiegato che il Busto reliquiario, realizzato nel 1376 dall’orafo senese Giovanni di Bartolo, è stato sottoposto a un accurato intervento conservativo preceduto da approfondite indagini diagnostiche. Tutti gli ex voto sono stati rimossi, catalogati e successivamente ricollocati, mentre è stata realizzata anche una replica tridimensionale dell’opera destinata agli studi e all’accessibilità.

Particolare interesse hanno suscitato gli approfondimenti scientifici illustrati dal professor Luca Ventura, responsabile della ricognizione canonica effettuata sul cranio della Santa insieme a un’équipe di specialisti. Ventura ha spiegato come la ricognizione rappresenti una procedura ufficiale della Chiesa finalizzata alla conservazione delle reliquie e ha raccontato alcuni significativi ritrovamenti all’interno del Busto, tra cui documenti storici, una moneta vaticana del 1959 raffigurante Giovanni XXIII, un francobollo del 1962 e materiali riconducibili ai precedenti interventi del 1963. L’analisi ha inoltre consentito di sostituire materiali ormai inadatti alla conservazione, ricomporre la mandibola nella sua posizione originaria e recuperare numerosi frammenti dentari rinvenuti all’interno del reliquiario.

La restauratrice Chiara Pavan, responsabile del Laboratorio Restauro Arazzi e Tessuti dei Musei Vaticani, ha invece illustrato il complesso intervento eseguito sul Velo di Sant’Agata. Dopo un’attenta analisi dello stato di conservazione, sono stati rimossi vecchi rammendi che avevano alterato la struttura del tessuto, consolidando successivamente le parti più fragili con materiali specifici per il restauro tessile, nel pieno rispetto dell’opera originale. Al termine delle lavorazioni il Velo è stato ricollocato nel suo reliquiario restaurato, recuperando stabilità strutturale e leggibilità estetica.

A chiudere gli interventi è stata la direttrice dei lavori, la storica dell’arte Elisabetta Cioni, che ha definito quello vissuto un momento irripetibile per la storia della città. La studiosa ha evidenziato come il restauro abbia restituito il Busto reliquiario nella sua veste trecentesca, permettendo anche di approfondirne la conoscenza storico-artistica. Un intervento che, oltre al recupero materiale dell’opera, ha rappresentato un’importante occasione di studio e di valorizzazione di uno dei più significativi capolavori dell’oreficeria medievale italiana.

L’appuntamento con i fedeli sarà adesso martedì 21 e mercoledì 22 luglio, quando, dalle 9 alle 22, la Basilica Cattedrale ospiterà l’Ostensione straordinaria e pubblica di Sant’Agata, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per il IX Centenario della Traslazione delle Reliquie. Durante le due giornate sarà possibile venerare la reliquia del cranio della Santa, ammirare il Busto reliquiario completamente restaurato insieme ai suoi storici gioielli e conoscere anche il nuovo modello tridimensionale in scala 1:1, realizzato per consentire alle persone non vedenti di esplorare tattilmente il simulacro della Patrona.

L’accesso alla Cattedrale avverrà dal cancello di via Vittorio Emanuele più vicino a Piazza Duomo, mentre l’uscita sarà predisposta dall’altro ingresso, lato Arcivescovado, seguendo un percorso continuo davanti all’Altare Maggiore. Per agevolare il flusso dei pellegrini non sarà consentito realizzare fotografie o video all’interno della Basilica; immagini e filmati ufficiali saranno diffusi attraverso i canali social dell’Arcidiocesi di Catania e della Cattedrale. Nelle stesse giornate le Sante Messe saranno celebrate nella vicina Chiesa della Badia di Sant’Agata, alle ore 7.30, 10.00 e 19.00.

- Pubblicità -