Il contrasto allo sfruttamento lavorativo passa anche dai media: al via il progetto “Media Lab” nel Sud Italia

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Il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo non si determina soltanto nei campi o attraverso i controlli ispettivi, ma richiede una profonda trasformazione culturale che parte dal modo in cui questi fenomeni vengono raccontati. Con questo obiettivo nasce “Media Lab”, un percorso di formazione gratuito e itinerante espressamente rivolto a esperti della comunicazione, giornalisti, operatori del Terzo settore, leader di comunità, associazioni e funzionari pubblici. L’iniziativa rappresenta un’azione concreta per dotare i professionisti dell’informazione di strumenti d’avanguardia e conoscenze approfondite, capaci di coniugare l’analisi dei dati statistici e normativi con le testimonianze dirette sul campo, promuovendo un utilizzo dei nuovi media orientato alla responsabilità sociale.

Il progetto formativo si inserisce all’interno del più ampio programma “Su.Pr.Eme. 2” (Su.Pr.Eme. sta per “programma per l’emersione, l’emancipazione e l’empowerment delle persone straniere vittime di sfruttamento lavorativo”), un piano straordinario e integrato di durata quinquennale. L’iniziativa punta a mettere a sistema, in continuità con le precedenti edizioni, interventi mirati al superamento delle situazioni di marginalità e vulnerabilità vissute dai lavoratori migranti, con un bacino di destinatari stimato in circa 18mila persone impiegate principalmente nel comparto agro-alimentare e in altri settori produttivi a rischio. Sotto la guida della Regione Siciliana, il partenariato istituzionale vede la stretta collaborazione delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, affiancate da Nova Consorzio Nazionale per l’Innovazione sociale, muovendosi nella cornice della Strategia nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo coordinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Dal punto di vista delle risorse, “Su.Pr.Eme. 2” beneficia di una struttura di finanziamento europea e ministeriale di ampio respiro. Gli interventi sono infatti sostenuti in modo complementare dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, con specifico riferimento alle misure di integrazione e migrazione legale, e dal Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà FSE+ 2021-2027, volto a promuovere l’integrazione socioeconomica dei cittadini di Paesi terzi. Le attività del programma si articolano su più aree strategiche: la governance per l’innovazione tramite tavoli di contrasto e attività di studio; i laboratori per l’emersione, che includono un helpdesk interistituzionale multilingue e budget di integrazione personalizzati; l’ecosistema per l’integrazione attraverso poli sociali, trasporti protetti e soluzioni per l’abitare inclusivo; e infine l’area dedicata alla conoscenza per il mainstreaming, nella quale si colloca proprio il percorso formativo per i comunicatori.

La gestione operativa delle attività didattiche di “Media Lab” è stata affidata a due realtà di primo piano nel panorama scientifico e deontologico italiano: il Centro Studi e Ricerche IDOS e l’Associazione Carta di Roma. Il calendario didattico prevede sessioni di due giornate ciascuna che toccheranno le principali città delle cinque regioni del Sud coinvolte, nello specifico Reggio Calabria, Palermo, Matera, Napoli e Bari. Oltre a configurarsi come uno spazio di confronto qualificato con ricercatori e professionisti del settore, la partecipazione ai corsi offrirà l’opportunità di conseguire i crediti formativi obbligatori previsti per gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

Le tematiche al centro delle sessioni spazieranno dall’analisi del tessuto occupazionale in rapporto ai flussi migratori alla corretta interpretazione dei dati statistici. Particolare rilevanza verrà data alla comprensione dei meccanismi normativi di tutela dei diritti contro il caporalato, alla costruzione di una comunicazione responsabile per scardinare i pregiudizi e gli stereotipi di genere o di provenienza, fino all’apprendimento di tecniche narrative innovative come lo storytelling digitale finalizzato al cambiamento sociale. Per ricevere informazioni dettagliate sulle modalità di partecipazione e per procedere all’iscrizione, è possibile fare riferimento alla pagina web ufficiale del programma oppure inviare una e-mail all’indirizzo dedicato: medialab@supremeitalia.org.

Giuseppe Emiliano Bonura

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