Rischio caldo: aggiornate le indicazioni operative per l’attività di vigilanza sul rischio da stress termico

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imprese e lavoratori devono confrontarsi ogni estate. Per questo motivo anche l’attività di vigilanza evolve, spostando l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla verifica di una prevenzione strutturata del rischio da calore.

Con la nota prot. n. 5484, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha fornito ai propri uffici territoriali nuove indicazioni operative per l’attività di vigilanza in materia di tutela dei lavoratori esposti allo stress termico.

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Il documento richiama le precedenti istruzioni emanate negli ultimi anni, ma introduce un elemento di particolare rilievo: i controlli dovranno essere svolti anche alla luce delle disposizioni contenute nel D.M. n. 95/2025, che ha approvato il Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro.

Nella nota si evidenzia come l’aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni climatici estremi imponga una particolare attenzione ai rischi da stress termico ambientale, che devono essere oggetto di una specifica valutazione ai sensi del Testo Unico Sicurezza Lavoro (D.Lgs. n. 81/2008).

Il riferimento al D.M. n. 95/2025 segna un cambio di prospettiva. Il Protocollo quadro impone infatti il superamento dell’approccio emergenziale a favore di una pianificazione aziendale sistematica e strutturata delle misure di prevenzione.

L’obiettivo dell’attività ispettiva è verificare non solo che il rischio da calore sia stato valutato, ma soprattutto che il datore di lavoro abbia realmente adottato tutte le misure organizzative, tecniche e procedurali necessarie per tutelare la salute dei lavoratori.

In particolare, il datore di lavoro deve valutare l’adozione di tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresa, quando le condizioni climatiche determinano un rischio non accettabile, la sospensione temporanea delle attività lavorative.

Infine, l’INL invita gli uffici territoriali a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione nei confronti delle imprese.

L’obiettivo è favorire una gestione sempre più preventiva del rischio da stress termico, promuovendo l’impiego degli strumenti di previsione disponibili affinché le misure di tutela siano adottate prima che le condizioni climatiche determinino situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

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