L’amicizia nella cultura dei Siciliani, e di Nino in particolare

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Raramente viene interpellato con l’appellativo di “dottore” o “professore”. Quasi sempre i suoi colleghi dei diversi ospedali nei quali ha esercitato, i primari (suoi parigrado), e i comuni cittadini lo chiamano semplicemente “Nino”.

Un personaggio, il nostro, che pur avendo insegnato in Italia e all’estero in prestigiose Università – ed esercitato l’attività di primario di Neurologia – riesce a trasmettere di sé sia l’immagine del luminare, che quella dell’uomo semplice, dell’uomo del popolo.

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In lui convivono l’uomo di scienza e il “primitivo”, ma senza alcuna contraddizione: infatti delle sue umili origini ha sempre fatto un motivo di orgoglio e un tratto distintivo della propria personalità.

Questo personaggio, assolutamente atipico, ama organizzare ogni anno tante occasioni conviviali, pranzi e cene pantagrueliche, per la gioia di stare insieme ai suoi innumerevoli amici e amiche, e per far gustare loro le specialità e le prelibatezze del territorio.

Appuntamenti, come quello che si celebra ogni anno nella seconda metà del mese di luglio, preparati in modo quasi maniacale, sia per evitare di dimenticare di invitare qualcuno dei suoi amici, sia per soddisfare il gusto di tutte e di tutti; anche dei palati più esigenti.

In queste sue imprese il nostro Nino è coadiuvato dallo sguardo attento e talvolta censorio della signora Rina, sua moglie; e da una collaudatissima squadra di “primitivi”. Persone semplici, ognuna delle quali con una sua particolare inclinazione: chi nella preparazione della salsiccia (tagliata al ceppo), chi del macco, dello stoccafisso alla messinese, della porchetta, dei maccheroni al sugo di maiale e salsiccia; e di tante altre vere e proprie leccornie. Il tutto preceduto da mozzarelle e cosciotti di prosciutto fatti arrivare direttamente dalla Campania e dall’Emilia Romagna, di verdure di stagione lesse e saltate in padella, oltre che di innumerevoli prodotti sott’olio.

A rendere ancora più ricco questo banchetto – arricchente per il corpo e per lo spirito – vi sono degli ottimi vini, talvolta serviti con un innaffiatoio di plastica (una vera e propria “barbarie”) per non rinunciare alla tradizione della casa.

A concludere il lauto pasto vi sono anche numerose torte di diverse dimensioni, coperte da fragoline e innaffiate da spumante da ogni tipo, portate da amici e amiche. Quest’anno ha fatto bella mostra di sé una torta gigante a forma di cuore, con la scritta: “A Rina e a Nino”.

Dulcis in fundo, gli oltre cento invitati hanno potuto – o forse dovuto – assistere all’immancabile performance canora di Nino che, con qualche stonatura in meno del solito, ha interpretato Rose rosse di Massimo Ranieri. A chiudere la serata, un ballo con una bellissima ospite, che ha regalato ai presenti un finale all’insegna dell’allegria.

Infine a suggellare la festa è stata, come da tradizione, la distribuzione agli invitati di una coppa (in realtà un semplice bicchiere di plastica) di gelato al limone – rigorosamente impreziosita da una generosa grattugiata di scorza – servita personalmente dall’inimitabile Nino.

Per rivivere l’atmosfera di questa straordinaria serata di amicizia, convivialità e tradizione, i lettori e gli spettatori di Hashtag Sicilia potranno immergersi nelle atmosfere e nei sapori della festa attraverso il video che verrà trasmesso in prima visione questa sera alle ore 20.00 sulla pagina Facebook, sul canale Youtube, e su tutti gli altri canali social del giornale. Non mancate!

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