Catania, quale futuro per questa città? – I mesi di luglio ed agosto 2026 sono per diventati quelli con le temperature più elevate mai registrate nei tempi moderni. Il fatto grave è che meteorologi affermano che questi saranno i mesi più freschi dei prossimi anni! Auguriamoci che queste previsioni falliscano. Occorre però agire per contrastare questo incremento sia a livello globale che a livello locate. La città di Catania può difendersi incrementando il Verde.
Unione Europea, ISPRA, Ministero dell’Ambiente propongono da tempo il concetto di Verde Integrato come sistema infrastrutturale della città, alla stessa stregua di acquedotti, fognature ecc. cioè mettere del verde ovunque vi sia uno spazio libero in città, dove vi sia un metro quadrato libero. Pensiamo che ormai non vi sia più alcun dubbio che il Verde sia strategico per contrastare le isole di calore che si formano in città. Nel giugno 2024 la Commissione europea promulga la Restoration Law che prevede l’incremento del Verde nelle città per contrastare il cambiamento climatico e tutelare la Biodiversità e nessuna perdita di verde fino al 2030.
Già la Legge n. 10 del 2013 prevedeva il Piano del Verde per le città e abbiamo chiesto che esso diventi uno degli elementi fondamentali del Piano Urbanistico Generale di Catania in corso di redazione. Ma si deve aspettare il nuovo PUG (ex PRG), affinché siano rispettati degli standard di legge oppure, data la gravità, si deve agire immediatamente? La LIPU aveva già chiesto anni fa, in occasione delle innumerevoli procedure per l’aggiornamento del Piano Regolatore, e lo ha ripetuto lo scorso anno nelle osservazioni al PUG- l’aumento del Verde in città e addirittura ha chiesto che si piantasse tanto verde da ottenere come obiettivo l’abbassamento della temperatura estiva di 2°C. Ma oggi 2° C sono addirittura pochi!
Già diverse città in Italia e all’estero hanno implementato piani di infrastrutturazione verde tramite forestazione urbana piantando centinaia di migliaia di alberi per mitigare l’effetto isola di calore, abbassare le temperature estive, avviando il “depaving”, cioè decementificando e depavimentando.
Milano ha lanciato il progetto “Forestami”, che punta a piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 in tutta l’area metropolitana; Reggio Emilia partecipa al progetto europeo Life City adap 3, sperimentando microforeste; a Roma negli ultimi 4 anni sono stati messi a dimora 67.000 nuovi alberi ed è previsto che 700.000 ne verranno piantati nel 2026; Brescia oltre ad aver piantato molti alberi ha adottato pratiche di depaving (rimozione di asfalto e cemento). Anche all’estero si sta lavorando alacremente per rendere più vivibili le città: Vienna integra ampie zone verdi che la rendono una delle metropoli più vivibili e fresche al mondo; Berlino e Parigi stanno attuando strategie di depaving e aumento della copertura arborea; Medellín in Colombia è diventata un caso studio globale grazie al pluripremiato progetto dei Corridoi Verdi (Corredores Verdes), avviato nel 2016 per contrastare l’aumento delle temperature e l’inquinamento atmosferico, con 30 corridoi verdi per complessivi 20 km, 880.000 alberi e 2,5 m di piante minori, depaving, ottenendo abbassamento di temperature di ben oltre i 2°C che si erano prefissati, addirittura riduzione di 10 °C sulla superficie del suolo.
Possiamo porre come obiettivo per Catania un sistema infrastrutturale del verde che sia l’asse portante della nuova pianificazione? Un sistema del Verde per Catania che superi il concetto di Verde come arredo urbano e che invece diventi elemento essenziale su cui costruire e fare funzionare la città, indispensabile per rendere più vivibile Catania, per ridurre le disuguaglianze fra cittadini che utilizzano i condizionatori giorno e notte e i cittadini meno abbienti che il condizionatore non se lo possono permettere? Il Verde visto anche come equità sociale? Si potrà colmare il deficit di verde di cui al D.I. 1444/1968 in una città in cui mancano 160 ha di Verde Pubblico e 440 ha di Parchi urbani e territoriali?
Ma con quali fondi? L’Unione Europea supporta attivamente le città nel mitigare il clima estivo attraverso finanziamenti diretti, programmi di innovazione e assistenza tecnica focalizzati sulla resilienza climatica.
Incrementare il verde significa progettare il futuro delle città tramite programmi/progetti adeguati e implementazione delle soluzioni basate sulla natura anche per la gestione delle acque meteoriche, altra faccia non meno grave dei cambiamenti climatici. Cosciente di ciò, la Lipu ha proposto al Comune di Catania un sistema di parchi e di infrastrutturazione verde, una rete che permei la struttura urbanistica della città e che consenta anche di «unire» parti della città attualmente separate: Parchi di Monte Po – Vallone Acquicella, Librino, Eredia, Pio X, Poggio Lupo, Canalicchio, Orti della Susanna, Leucatia, Viale Lainò, Via Acicastello, Rotolo e l’inverdimento di tutte le strade con alberate, aiole, spazi verdi. La città ha bisogno di verde. Sono tanti oggi i cittadini che reclamano il loro spazio, il loro diritto al verde e ad una città a misura d’uomo, più sana, con minori polveri, con più ossigeno e più ricca di biodiversità, ma soprattutto più fresca.
Diversi Comitati via via si sono costituiti o si stanno costituendo per reclamare vivibilità: il Comitato Monte Po – Vallone Acquicella, primi firmatari Lipu, WWF, Italia Nostra e Associazione Idrotecnica e sostenuto da altre 12 Associazioni, ha proposto di realizzare un parco di 220 ha lungo il corso del fiume da Monte Po a mare, il Comitato per il Parco degli Orti della Susanna, chiede di tutelare un’area ancora oggi disponibile al centro di una delle zone più urbanizzate di Catania, e per la quale si è dichiarato favorevole il Sindaco ed il Consiglio Comunale, Il Comitato Futura Timpa Leucatia nasce per tutelare l’ecosistema costituito dalle sorgenti e dalle zone Umide connesse ricche di fauna pregiata, il Comitato per Piazza Maiorana-Lupo- Teatro Massimo, il Comitato Villa Bellini, per migliorare la vivibilità del centro storico di Catania.

Ed ancora, la Lipu ha chiesto di rinaturalizzare una parte della nostra fascia costiera della plaia, assieme a possibili interventi di sicurezza idraulica: sono state proposte 7 aree costiere da restituire parzialmente alla natura e bacini di laminazione sui canali Arci, Fontanarossa-Forcile, e sul fiume Acquicella.
Per ottenere risultati non basta realizzare interventi di verde isolati slegati gli uni dagli altri, va realizzata una rete unendo tutto il verde, vanno creati i rifugi climatici e occorre depavimentare, così come stanno facendo le altre città.
Purtroppo invece vediamo che Catania sta perdendo grandi opportunità: da una parte crea il verde dall’alta realizza delle isole di calore con nuovi parcheggi non alberati, delle vere e proprie piastre che si oppongono alla mitigazione climatica del verde, come sta avvenendo a Piazza della Repubblica, a Piazza Lupo-Majorana, o lo stesso parcheggio Sanzio, i vari parcheggi dei supermercati in città, i parcheggi dell’area aeroportuale ecc., tutte piastre roventi che surriscaldano l’aria cittadina quando invece il Regolamento Edilizio ne prevedeva l’alberatura.
Così come dispiace vedere gran parte dei nuovi impianti di alberi effettuati dal Comune in cui sono presenti alberi morti, alcuni dopo l’ennesima sostituzione, come al Parco Gioeni, alla Circonvallazione, al corso Sicilia, in Piazza Consiglio d’Europa ecc.
Occorre, a parere della LIPU, fare ogni sforzo possibile per rendere vivibile nei prossimi anni la nostra città, mettendo il verde al primo posto fra tutte le azioni, destinando molte più risorse economiche e umane sul Verde, potenziando enormemente gli Uffici del Verde con nuove professionalità multidisciplinari, coordinando le diverse Direzioni del Comune in modo che questi aspetti vengano inseriti in tutti i progetti, investendo maggiormente in attrezzature adeguate ad esempio incrementando autobotti e personale per l’irrigazione di soccorso, impegnandosi maggiormente all’ottenimento di risorse economiche affinché il Verde sia funzionale alla sopravvivenza dei cittadini e sia strumento di equità sociale e di riequilibrio della città.
Il delegato Lipu Sezione di Catania
Ing. Giuseppe Rannisi



