“Portare il saluto della Camera all’apertura del Programma internazionale dell’Accademia Juris Roma, presso l’Ambasciata del Brasile, è stato per me un onore e un motivo di orgoglio. Accanto a me, rappresentanti delle massime istituzioni giuridiche italiane e brasiliane: un segno del valore che i due Paesi riconoscono a questo dialogo tra sistemi giuridici.”
Così l’On. Fabio Porta, deputato della Repubblica Italiana, ha commentato il proprio intervento alla sessione di apertura del convegno “Tutela giurisdizionale e soluzione dei conflitti in una prospettiva comparata: Europa-Brasile”, promosso dall’Accademia Juris Roma e ospitato dalla Ambasciata del Brasilne in Roma.
Nel suo discorso, il parlamentare ha richiamato il legame storico e umano tra i due Paesi: “In Brasile vive la più grande comunità di origine italiana al mondo fuori dall’Italia. Decine di milioni di brasiliani hanno radici nelle nostre regioni. È un patrimonio che ci chiede ponti sempre più solidi, anche e soprattutto nel campo del diritto.”
L’On. Porta ha poi collegato il tema del convegno al nuovo quadro geopolitico ed economico: “L’accordo di partenariato UE-Mercosur, firmato lo scorso gennaio e applicato in via provvisoria dal 1° maggio, crea uno spazio di interscambio tra 700 milioni di persone. Ma un accordo di questa portata non è solo tariffe e commercio: per produrre i suoi effetti pieni ha bisogno di giustizia civile efficiente, di procedure di esecuzione transfrontaliera capaci, di meccanismi di risoluzione delle controversie accessibili a imprese e cittadini. Senza la dimensione giuridica, l’integrazione economica resta una promessa a meta.”
“Per questo – ha concluso Porta – iniziative come questa valgono piu di un convegno: formano la rete di magistrati, avvocati e studiosi che sara chiamata a far vivere concretamente i trattati, traducendoli in decisioni giuste e rapide e in un tessuto di fiducia reciproca tra Italia, Europa e Brasile.”
On. Fabio Porta: ”L’accordo UE-Mercosur è una grande opportunità: con una giustizia civile efficiente diventerà un modello di integrazione”
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