Le isole Eolie hanno appena chiuso la stagione estiva 2026 sulla scia di una notorietà e un afflusso turistico in salita (+13% / +16% totale secondo le stime previsionali e le rilevazioni interne degli operatori turistici e dalle reti d’impresa), in linea con la crescita strutturale dell’+8,9% dell’arcipelago rilevata dall’Istat nel quinquennio 2019-2024.
Nuovi importanti interventi strutturali con stanziamenti di fondi istituzionali sono stati ventilati nel mese di ottobre a favore di porti, strade e percorsi naturalistici per i prossimi anni. Non sono mancati poi importanti eventi di promozione di un turismo sempre più internazionale, destagionalizzato e articolato tra diversi ambiti (religioso, sociale, culturale, e naturalistico), quali i due workshop B2B tenuti a Lipari il 18 e 19 ottobre, per mettere in contatto le imprese locali con tour operator da Stati Uniti, India, Australia ed Europa con l’obiettivo di allungare la stagione e valorizzare un’offerta che vada oltre il mare.
L’attraversamento del mare, oltre che necessario per i turisti in visita, è la priorità degli abitanti delle Eolie per soddisfare le loro esigenze sia di vita quotidiana sia di lungo periodo, anche a fronte di intemperie ed emergenze. Regolarità, sicurezza ed economicità del trasporto marittimo (il cui costo è ultimamente aumentato) sono periodicamente ridefiniti, ed è prossima la scadenza del 12 novembre 2026 (alle ore 12), per i cittadini, i comitati, le associazioni e gli amministratori locali che vogliono inviare le loro osservazioni sui collegamenti tra le isole Eolie e la terraferma.
In vista dell’aprile 2028, quando la convenzione ex Siremar scadrà, la Regione Siciliana valuta infatti di rimodulare le corse anche alle Eolie, e ha avviato a tal fine una consultazione sia tra gli armatori sia tra gli utenti del servizio (avviso n. 38053 isole minori). Ai primi (sia traghetti tradizionali sia aliscafi) chiede anzitutto di dichiarare se disponibili a garantire i collegamenti senza compensazioni pubbliche o se solo con finanziamenti e obblighi di servizio. Per questi, la scadenza dell’inoltro delle osservazioni è il 9 novembre 2026 alle ore 12.

Agli utenti, cittadini, comitati, associazioni, chiede di segnalare le criticità dei collegamenti, proporre soluzioni alla luce delle loro necessità di spostarsi per lavoro, studio o per raggiungere i servizi sanitari. Le amministrazioni possono invece segnalare se ritengono davvero necessario un dato collegamento, formalizzando la richiesta e motivandola sulla base delle esigenze del territorio.
Per entrambi i gruppi di destinatari, le osservazioni vanno inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dipartimento.infrastrutture@certmail.regione.sicilia.it, indicando nell’oggetto: “Osservazioni Avviso 38053 isole minori – ambito Eolie”.
La limitatezza delle scuole e l’assenza di strutture ospedaliere (eccetto l’Ospedale civile di Lipari) sono infatti due tra i tanti problemi ancora irrisolti. Incidono sulla scelta dei nativi di lasciare l’isola, ed espongono quanti restano a una sorta di pendolarismo continuo. C’è poi il problema della mancanza di un dissalatore, dello smaltimento dei rifiuti, i quali richiedono anche il trasporto via mare, e che aumentano anche a causa di quello stesso turismo che cresce progressivamente. Anche le barche da diporto, sempre più numerose e prestigiose per il nome dei loro proprietari, trasportano una massa di rifiuti depositati sull’isola, a fronte di un’ipotetica ricaduta economica ancora non è visibile sulla vita degli isolani, sempre in numero minore, e alternative occupazionali da svolgere, eccetto il turismo e alcune coltivazioni nelle isole maggiori (Lipari e Salina). Anche la qualità delle acque del mare, inoltre sembra, a detta degli isolani risentirne, con una diminuzione della pescosità.
Le Eolie hanno di fronte a sé certamente varie sfide, tra cui quella di realizzare un pieno potenziale turistico, ma al contempo, di non perdere la bellezza identitaria che ne ha fatto proprio uno dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. La maggiore delle sfide è non trasformarsi in un arcipelago abitato solo da stranieri (sempre più numerosi), e in mano alle strutture ricettive.
di Lucia Russo




