PreDiCT, ASP di Catania e LILT portano la prevenzione oncologica all’Università di Catania

Al via da ottobre una campagna di screening gratuita per il personale dell’Ateneo. L’ASP di Catania, titolare dei programmi organizzati di screening oncologico, porta i percorsi di prevenzione direttamente nei luoghi di lavoro, secondo un modello di medicina di prossimità. Presentazione lunedì 21 settembre alle 10 nell’Aula Magna del Palazzo Centrale

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CATANIA – Ricerca universitaria, volontariato e sanità pubblica fanno rete per rafforzare la prevenzione oncologica e renderla più vicina alle persone. È l’obiettivo della campagna di screening rivolta al personale dell’Università di Catania, promossa dal Centro di ricerca universitario PreDiCT – Prevenzione, Diagnosi e Cura dei Tumori, afferente al Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche, e dalla LILT di Catania, con l’ASP di Catania, titolare dei programmi organizzati di screening oncologico e responsabile della loro concreta realizzazione.

L’iniziativa sarà presentata lunedì 21 settembre, alle 10, nell’Aula magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania. Interverranno il rettore dell’Università di Catania, prof. Enrico Foti; il direttore generale dell’ASP di Catania, dott. Giuseppe Laganga Senzio; il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catania, ing. Antonio Leonardi; il prof. Massimo Libra, direttore di PreDiCT e presidente della LILT di Catania. Modera don Antonio Sapuppo, coordinatore regionale della LILT.

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La campagna prenderà avvio nel mese di ottobre e consentirà al personale che rientra nelle fasce di età previste dai programmi organizzati di accedere gratuitamente agli screening per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Un elemento caratterizzante dell’iniziativa sarà la presenza della prevenzione direttamente nei luoghi di lavoro, con incontri informativi e attività finalizzate a facilitare l’adesione ai percorsi dell’ASP.

«Questa iniziativa rappresenta un’ulteriore tappa del percorso che il nostro Ateneo sta portando avanti per promuovere il benessere psicofisico delle persone che ogni giorno fanno parte della comunità universitaria – sottolinea il rettore Enrico Foti -. Corpo e mente sono dimensioni inscindibili della qualità della vita e del benessere nei luoghi di lavoro e su entrambe vogliamo continuare a investire, attraverso azioni concrete di prevenzione, ascolto e attenzione alla persona. Portare gli screening oncologici direttamente in Ateneo significa rendere la prevenzione più accessibile e rafforzarne la cultura. È anche un esempio del valore che può generare la collaborazione tra Università, ricerca, sistema sanitario e territorio, mettendo competenze diverse al servizio delle persone, e per questo ringrazio l’ASP di Catania e il suo direttore generale per la collaborazione».

«Con questa iniziativa portiamo la cultura della prevenzione all’interno della comunità universitaria e favoriamo l’accesso concreto ai programmi di screening – spiega il prof. Massimo Libra –. L’obiettivo è trasformare la prevenzione da servizio da raggiungere in un’opportunità che arriva vicino alle persone. È un modello di medicina di prossimità nel quale ricerca, LILT e sanità pubblica mettono in comune competenze e responsabilità».

«La collaborazione con l’Università di Catania assume un significato strategico per la nostra Azienda – afferma il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio –. Significa mettere a sistema competenze scientifiche e sanitarie, capacità organizzativa e responsabilità pubblica, valorizzando il patrimonio dell’Ateneo e il contributo di PreDiCT e LILT in una convergenza istituzionale che qualifica l’azione di prevenzione. Intervenire nei luoghi di lavoro significa, inoltre, promuovere una cultura della salute che, attraverso i lavoratori, può raggiungere le famiglie e contribuire a una maggiore consapevolezza nella comunità».

Gli screening saranno rivolti alle fasce previste dai programmi organizzati: mammografia per le donne 50-69 anni; screening della cervice uterina per le donne 25-64 anni; screening del colon-retto per donne e uomini 50-69 anni.

Nell’ambito del progetto saranno inoltre organizzati, presso le strutture dell’Ateneo, una serie di incontri finalizzati a rendere più accessibili al personale alcuni programmi di prevenzione, avvicinando i servizi sanitari ai luoghi di lavoro e favorendo, in tal modo, una partecipazione più ampia, consapevole e attiva alle attività di prevenzione oncologica.

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