Scogliera d’Armisi, Attilio Scuderi: «Un parco urbano lineare costiero per restituire il mare a Catania» – L’Intervista

Il presidente del comitato nato per salvare la scogliera d’Armisi racconta ai nostri microfoni il valore identitario e ambientale del sito, la sentenza del TAR, le oltre cinquemila firme raccolte e una visione che punta a rendere accessibile l’intero litorale catanese

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Buonasera amici di Hashtag Sicilia e ben ritrovati in una nuova puntata della rubrica “L’Intervista”, il format che ci consente di approfondire temi di attualità attraverso il confronto diretto con i protagonisti della vita culturale, civile e sociale del territorio.

Ospite di questa puntata è il professore Attilio Scuderi, presidente del comitato nato per salvare la scogliera d’Armisi. Con lui abbiamo ripercorso una mobilitazione che, in due anni, ha fermato il progetto di un porto per mega yacht e riportato al centro del dibattito il rapporto tra Catania e il suo mare.

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Scuderi ha descritto la scogliera d’Armisi come un luogo simbolo dell’identità e della memoria di Catania. Da circa centotrent’anni esiste qui una comunità balneare frequentata da intere generazioni: un filmato della Circumetnea del 1907 mostra già le palafitte dei Bagni Leotta. Ancora oggi giovani, famiglie e turisti vivono questo tratto di costa, che offre un accesso immediato al mare soprattutto a chi abita o lavora in centro e può raggiungerlo anche durante una breve pausa, senza spostarsi per diversi chilometri.

Il luogo possiede anche un rilevante valore paesaggistico e naturalistico, per la scogliera vulcanica, le grotte laviche e le sorgenti di acqua dolce che creano un ecosistema particolare, favoriscono il ricambio delle acque e contribuiscono alla loro pulizia. Scuderi ha respinto l’immagine di una zona degradata o con un mare sporco, richiamando le analisi pubbliche e quelle fatte eseguire dal comitato e invitando cittadini e istituzioni a visitare l’area prima di assumere decisioni irreversibili.

Il Centro regionale per la documentazione e l’inventario della Regione Siciliana ha riconosciuto l’area e la sua comunità balneare come luogo dell’identità e della memoria della città. Il provvedimento è stato celebrato con una targa e una manifestazione che ha riunito oltre quattrocento persone e rappresenta, per il comitato, il primo passo verso un possibile vincolo. Ricordi, fotografie, filmati e testimonianze confluiranno inoltre in un database della memoria e nel documentario che il regista Marco Pirrello sta dedicando ai valori ambientali, naturalistici e urbanistici dell’Armisi.

La mobilitazione è nata contro il Piano regolatore portuale e la previsione di un approdo per una decina di mega yacht. Scuderi ha contestato la tesi secondo cui l’area, essendo già cementificata, potrebbe accogliere altre opere: il cemento esistente deriva dal raddoppio ferroviario degli anni Sessanta e occupa soltanto un tratto limitato. Il nuovo progetto avrebbe invece previsto cemento per circa quaranta metri verso il mare, un molo lungo seicento metri, possibili edifici e strutture ricettive fino a otto piani e un impatto sui fondali e sulle grotte laviche. Secondo il professore, non si confrontano sviluppo e conservazione, ma due modelli diversi: uno riserva a pochi un luogo oggi utilizzato da tutti; l’altro valorizza il mare come spazio pubblico e risorsa ambientale e turistica. Pareri tecnici presentati durante l’iter avrebbero inoltre ridimensionato le ricadute economiche e occupazionali attribuite al porto.

La raccolta del comitato ha superato le cinquemila firme, circa quattromila delle quali appartenenti a residenti catanesi, accompagnate da migliaia di commenti e ricordi. A questa risposta popolare si è aggiunto il ricorso al TAR, che ha dichiarato nullo il Piano nelle aree esterne al precedente perimetro portuale: l’Autorità di sistema aveva programmato interventi su zone non ancora nella sua disponibilità. La sentenza ha quindi bloccato il procedimento sia a nord, per la scogliera d’Armisi, sia a sud, per la foce dell’Acquicella, anch’essa di notevole interesse naturalistico.

Il rischio, però, è scongiurato soltanto per il momento. Un decreto del Presidente della Repubblica, emanato su richiesta del Ministero dei Trasporti e definito da Scuderi un atto dovuto, ha riperimetrato il porto includendo l’Armisi. Il comitato sta studiando il provvedimento e valuta di impugnarlo per alcune criticità. La nuova delimitazione permette all’Autorità portuale di riprendere la programmazione, ma non cancella il risultato del TAR: l’iter dovrà ricominciare con nuove autorizzazioni, concessioni e valutazioni ambientali. I promotori del ricorso hanno già diffidato l’Autorità dal tentare scorciatoie.

Scuderi ha definito minoritario il sostegno ricevuto dalla politica rispetto alla partecipazione dei cittadini, ricordando il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le iniziative dell’onorevole Burtone all’Assemblea regionale. Ha citato anche la lettera aperta all’arcivescovo Luigi Renna e i contatti per un incontro con il mondo ambientalista e civico, richiamando la posizione del presule contro nuovo cemento sul mare.

L’augurio rivolto alla città è che Catania abbandoni la cultura del cemento e scelga una città solidale, senza contrapporre quartieri e centro, turisti e residenti. La scogliera d’Armisi diventa così il simbolo di una scelta: occupare il mare con nuove opere oppure restituirlo alla comunità come spazio pubblico, patrimonio ambientale e occasione di sviluppo sostenibile.

È proprio da questa vicenda che Scuderi trae una lezione più ampia: anche le battaglie che sembrano impossibili da vincere possono essere vinte. Per riuscirci occorre studiare bene le carte, come ha fatto il comitato, mettere insieme le competenze, coinvolgere i cittadini potenzialmente interessati, sensibilizzare l’opinione pubblica sullo scempio che il progetto rischia di produrre e non mollare mai la presa. Scuderi ha ringraziato “Vogliamo la luna”, l’ingegnere Spampinato, la LIPU Catania con l’ingegnere Randisi, l’architetto Aurelio Cantone e gli altri professionisti coinvolti, definendo la mobilitazione un esempio di buona politica dal basso e un segnale di fiducia per i giovani.

Il comitato intende infine allargare questa battaglia all’intero litorale e restituire ai catanesi tutto il mare della città: dalla foce del Simeto, dalla Plaia e dall’Acquicella alla scogliera d’Armisi, al Caìto e a Ognina, con la possibilità di arrivare fino ad Aci Castello. La proposta è quella di un parco urbano lineare costiero, pedonale e ciclabile, capace di favorire anche il turismo ambientale e sostenibile. Alcune condizioni esistono già: la ferrovia ha dismesso gli ultimi sei binari e li ha messi a disposizione del Comune, mentre il tratto tra il Passiatore e piazza Europa mostra le potenzialità di una passeggiata sul mare. Per Scuderi, completarla avrebbe costi contenuti rispetto ai benefici. L’obiettivo è liberare la costa, non aggiungere altro cemento e restituire il mare alla piena fruizione dei catanesi.

Per approfondire questi temi e ascoltare integralmente le parole del professore Attilio Scuderi, non ci resta che darvi appuntamento questa sera, alle ore 20.00, con la nostra prima visione trasmessa sulla pagina Facebook di Hashtag Sicilia, sul canale YouTube e su tutti gli altri canali social del giornale. Non mancate!

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