Mentre milioni di cittadini continuano a respirare aria inquinata e l’Italia resta sotto pressione per il mancato rispetto degli standard europei sulla qualità dell’aria, si decide ancora una volta di rinviare misure necessarie invece di accelerare la transizione.
“Il rinvio delle limitazioni ai diesel Euro 5 – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – è una scelta sbagliata che va nella direzione opposta rispetto a quanto serve al Paese per affrontare l’emergenza smog. Questa misura è una vecchia ed inutile ricetta, che non fa altro che peggiorare la situazione. Già lo scorso anno il blocco è stato rimandato ad ottobre 2026 dalla Regione Piemonte e a seguire le altre regioni hanno fatto lo stesso. Il problema in Italia riguarda l’assenza di investimenti sufficienti nelle alternative. Per questo al Governo e alle Regioni chiediamo di smettere di inseguire le emergenze con deroghe e proroghe e di costruire finalmente una strategia nazionale per la mobilità sostenibile e per il risanamento dell’aria, con obiettivi chiari, risorse adeguate e tempi certi.
La qualità dell’aria – continua Zampetti – non migliora rinviando le decisioni, ma avendo il coraggio di prenderle. Servono più trasporto pubblico, più mobilità condivisa, più ciclabilità e un forte sostegno alla diffusione dei veicoli a zero emissioni oltre all’elettrificazione nei trasporti e nei sistemi di riscaldamento degli edifici e all’innovazione nell’industria e in agricoltura. Interventi su cui serve un supporto e una regia nazionale, come vorrebbe l’accordo di bacino padano, ma su cui anche le regioni hanno un ruolo determinante. Lo smog si può combattere questo deve essere chiaro, come dimostra il caso della nube che in Cina 20 anni minacciava lo svolgimento delle olimpiadi di Pechino del 2008 e che oggi non c’è più. Non si perda altro tempo”.
Secondo Legambiente non è accettabile nemmeno continuare a nascondersi dietro la difesa delle fasce più deboli della popolazione. In primo luogo, perché in Italia abbiamo circa 40mila morti premature (fonte Agenzia Europea per l’ambiente) per pm2,5 rispetto alle 240mila di tutta Europa e poi perché il Piano Sociale per il Clima, inoltre, ha indicato una strategia chiara: oltre alla dotazione economica, ha fornito indicazioni sulle misure da mettere in campo per contrastare la mobility poverty in Italia. Misure che contribuirebbero in maniera determinante anche a ridurre l’inquinamento dell’aria. Questa deroga, invece, va in direzione totalmente contraria.
“Le regioni della Pianura Padana – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – rappresentano una delle aree con la peggiore qualità dell’aria d’Europa e proprio qui occorrono misure strutturali e coraggiose. La progressiva eliminazione dei veicoli diesel più inquinanti è uno degli strumenti necessari per ridurre il biossido di azoto nelle città e limitare la formazione del particolato fine, responsabile di gravi impatti sulla salute pubblica. Ogni rinvio ha un costo che pagano i cittadini, in termini di salute, qualità della vita e spesa sanitaria”.



