Scogliera d’Armisi, le associazioni rilanciano la battaglia contro il Piano regolatore portuale. Il racconto della conferenza stampa di oggi

- Pubblicità -

La Scogliera d’Armisi e la foce dell’Acquicella tornano al centro del confronto sul futuro del porto di Catania. Questa mattina, al Passiatore nei pressi della Stazione centrale, il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi e numerose associazioni cittadine hanno incontrato la stampa per contestare la recente delibera sul Piano regolatore portuale.

Secondo le associazioni, il progetto metterebbe a rischio due aree di grande valore ambientale e paesaggistico: a nord la scogliera e a sud la foce dell’Acquicella. La delibera n. 10 del 23 settembre 2026, adottata dal commissario dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia orientale Francesco Di Sarcina, si fonderebbe su pareri già acquisiti e sulla VAS del 2025. Per i promotori dell’incontro, la scelta ignora il pronunciamento del Tribunale amministrativo, le oltre 5.000 firme raccolte — circa 4.000 di catanesi e più di 1.000 di cittadini di altri comuni e stranieri — e il riconoscimento della scogliera, da parte dell’Assessorato regionale, come luogo della memoria e dell’identità di Catania.

- Pubblicità -

Le associazioni annunciano che impugneranno il provvedimento, di cui contestano la legittimità, e chiedono al sindaco, alla giunta e al Consiglio comunale uno «scatto d’orgoglio». Sollecitano la convocazione di un Consiglio straordinario per riesaminare il piano portuale e intendono portare la vicenda anche a un tavolo tecnico ministeriale e all’attenzione della Commissione parlamentare antimafia. La loro richiesta è che le scelte sul porto e sul rapporto della città con il mare siano discusse pubblicamente.

Per l’ingegnere Mario Spampinato, dell’associazione Volerelaluna, la battaglia proseguirà anche nelle sedi amministrative e giudiziarie. Sono in preparazione tre ricorsi, che riguarderanno, tra gli altri atti, il decreto di ampliamento dell’area portuale e il nuovo provvedimento del commissario. Spampinato contesta il ricorso a pareri risalenti e ritiene che si debba tenere conto del riconoscimento regionale attribuito alla scogliera.

L’avvocata Viola Sorbello, presidente di Legambiente Catania, affianca ai ricorsi la protesta e l’informazione dei cittadini. Per lei la difesa dell’Armisi è parte di una battaglia più ampia contro la speculazione edilizia: «Vogliamo una città moderna», con infrastrutture verdi e piste ciclabili, capace di tutelare il proprio territorio.

Dafne Anastasi, responsabile della Federazione USB di Catania, pone al centro il diritto di accesso al mare. In una città affacciata sulla costa, osserva, gli accessi liberi sono pochi. La questione dell’Armisi riguarda dunque anche il modello di città: Anastasi chiede che sia pensato per i residenti, comprese le fasce popolari, e che il Consiglio comunale ascolti chi protesta.

Marcello Failla, segretario cittadino di Sinistra Italiana, chiede che la Commissione parlamentare antimafia apra un dossier sul porto di Catania, alla luce delle criticità che denuncia nella sua gestione. Contesta inoltre le nuove edificazioni previste dal Piano regolatore portuale: a suo giudizio, rischiano di sottrarre spazio alle funzioni del porto e di compromettere le aree di pregio a nord e a sud.

Il consigliere comunale del M5S Graziano Bonaccorsi richiama invece il ruolo della Regione e del Comune nell’esame del nuovo piano. A suo avviso, le modifiche alle norme sui piani paesaggistici e i progetti urbanistici in corso per Catania impongono un nuovo confronto istituzionale. Chiede al Comune di prendere posizione e di chiarire come intenda collegare la città al porto.

Il professor Attilio Scuderi, presidente del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera D’Armisi, assicura che la delibera non fermerà la mobilitazione. La considera, anzi, un’occasione per riportare nel dibattito pubblico il futuro dell’intero litorale cittadino. Tra le prossime iniziative annuncia la presentazione del documentario “Un mare minore” di Marco Pirrello, e un convegno sulla progettazione partecipata.

- Pubblicità -