Nuovi farmaci, batteri sempre più resistenti e infezioni ospedaliere: la lotta alle malattie infettive richiede terapie efficaci, prevenzione e un uso appropriato degli antibiotici. Sono questi alcuni dei temi al centro della prima Eastern Sicilian Conference, in programma il 16 ottobre 2026 all’Hotel Nettuno di Catania, dedicata alle “Frontiere nelle malattie infettive: dalla sorveglianza alla cura”.
Il congresso riunirà specialisti italiani e internazionali, con la direzione scientifica di Bruno Cacopardo, Arturo Montineri, Carmelo Iacobello, Giuseppe Nunnari e Giuseppe Liberti.
«Le sfide nelle malattie infettive non mancano mai e sono molteplici. C’è la sfida legata alle infezioni batteriche da germi multiresistenti, c’è il problema delle infezioni nosocomiali, che è un problema emergente. Sono sfide terapeutiche e preventive che manterranno sempre viva l’attenzione sulle problematiche infettivologiche», spiega il professor Bruno Cacopardo.
L’antibiotico-resistenza sarà uno dei nodi centrali del confronto. L’arrivo di nuove molecole amplia le possibilità di cura, ma deve fare i conti con la capacità dei batteri di sviluppare meccanismi di difesa.
«È una battaglia estremamente complessa – sottolinea Cacopardo – Da un lato arrivano nuove molecole più efficaci e più estese nello spettro di azione, dall’altro i germi rinnovano sempre le loro tecniche di difesa, costringendoci a inseguire».
Da qui il richiamo alla responsabilità nell’impiego delle terapie: «Dobbiamo essere bravi a gestire gli antibiotici. Esiste una procedura che si chiama stewardship degli antibiotici, destinata alla loro buona e virtuosa gestione, e dobbiamo rifarci ai suoi principi».
Accanto alle nuove terapie, il congresso dedicherà attenzione alla prevenzione delle infezioni nelle strutture sanitarie, con un approfondimento sulla sterilizzazione. Un tema che, per Cacopardo, richiede un impegno continuo e condiviso: «Non riguarda solo gli infettivologi, riguarda le direzioni sanitarie, gli igienisti, gli epidemiologi. Non esiste un optimum, esiste una dedizione al problema: quando intervenire, in che occasioni, con quali modalità e con quale ripetitività. Credo che alla lunga vinceremo anche questa sfida».
Spazio anche all’HIV, alle nuove terapie antiretrovirali e alla qualità di vita delle persone. I progressi terapeutici, avverte il professore, non devono tradursi in una minore attenzione alla prevenzione: «Se ne parla molto meno ed è un errore, perché noi vediamo un numero importante di nuove infezioni da HIV. L’HIV in realtà circola all’interno della popolazione. Abbiamo più armi, abbiamo le terapie long acting che ci consentono di evitare le terapie assunte ogni giorno, che possono avere problemi di aderenza, però resta un problema estremamente importante sul quale tenere gli occhi aperti».
Un richiamo che riguarda anche l’educazione e il rapporto con le nuove generazioni: «La formazione è un problema emergente, dobbiamo imparare noi stessi a formare su queste tematiche i giovani», aggiunge Cacopardo.
A completare il confronto sarà il tema della preparazione alle epidemie e alle pandemie, al quale è dedicata la lectio magistralis di Giovanni Rezza: «Dal punto di vista sanitario la pandemia ci ha insegnato delle strategie difensive. Non sono convinto che abbiamo imparato a sufficienza. Sono convinto che ancora dobbiamo imparare e comunque dobbiamo tenere a mente la lezione che abbiamo appreso e che forse stiamo tendendo a dimenticare», conclude il professor Bruno Cacopardo.



