Sanità, l’associazione RESTARE appoggia la proposta di Area Vasta del Centro Sicilia: “Basta campanili, costruiamo un sistema”

L'associazione: "Il DEA del Sant'Elia sia potenziato e integrato con l'Università. Enna, Caltanissetta e Agrigento parlino una sola lingua"

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L’associazione RESTARE esprime pieno apprezzamento per il documento del dott. Giuseppe Pastorello, presidente dell’A.P.S. “Noi per la salute – Tina Anselmi”, che propone la creazione di una Area Vasta Sanitaria del Centro Sicilia, comprendente le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento.

«È la prima proposta seria e documentata che abbiamo letto in questi giorni di dibattito acceso sul quarto Policlinico», dichiara il Presidente di RESTARE, Adriano Nicosia. «Mentre la politica locale si divide tra chi grida allo “scippo” e chi minimizza, Pastorello indica una strada concreta: smettere di competere tra campanili e costruire un sistema integrato che dia risposte ai cittadini di un bacino di oltre 820.000 persone».

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Il documento richiama normative precise – dal D.Lgs. 517/1999 al DM 70/2025, dal DM 77/2022 al DPCM del 2001 – e propone un modello già sperimentato con successo in altre regioni, come l’Area Vasta Sud-Est della Toscana. Un modello che prevede l’integrazione tra le ASP di Enna, Caltanissetta e Agrigento e un’Azienda Ospedaliera Universitaria, con dipartimenti specialistici e unità operative di alta complessità.

«Noi di RESTARE lo diciamo da tempo: il Sant’Elia è un DEA di II livello e va potenziato con reparti di alta specializzazione», prosegue Nicosia. «Ma da solo non basta. Serve un progetto di area vasta che valorizzi le vocazioni di ciascun territorio, senza sacrificare nessuno. L’articolo del dott. Pastorello dimostra che questa strada è percorribile, e che esistono le basi normative per farlo».

RESTARE chiede pertanto:

1.    Che la Regione Siciliana apra un tavolo di confronto con le ASP di Enna, Caltanissetta e Agrigento, l’Università Kore e le rappresentanze civiche, per valutare la fattibilità dell’Area Vasta.

2.    Che il potenziamento del DEA del Sant’Elia non venga sacrificato sull’altare del nuovo Policlinico ennese, ma anzi diventi parte integrante del progetto di area vasta.

3.    Che i cittadini siano coinvolti in un percorso di informazione e partecipazione, perché una riforma così importante non può essere calata dall’alto.

«Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione», conclude Nicosia. «E noi di RESTARE saremo in prima fila per difenderlo. Non con i campanili, ma con le idee. Non con le polemiche, ma con le proposte».

A noi il compito di pressare i decisori politici a tutti i livelli e in tutte le latitudini e di conseguenza animare celermente il dibattito tra tutti i cittadini e insieme “ESIGERE” i diritti non più rinviabili e irrinunciabili della nostra Costituzione.

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