Manovra finanziaria 2027 ed elezioni sparse: canto e controcanto, a ciascuno il suo – Così è (se vi pare)

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Salve a tutti e ben ritrovati nella rubrica di Hashtag Sicilia “Così è (se vi pare)”.

Questa sera vi parlerò dell’esito di alcune importanti consultazioni elettorali a livello internazionale e delle possibili ripercussioni dei risultati sullo scenario politico mondiale.

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Ma prima passiamo al tema centrale della puntata, ovvero le reazioni, o meglio la bagarre, che si è scatenata dopo l’approvazione della legge finanziaria da parte del Consiglio dei Ministri.

I sostenitori del governo Meloni sostengono che si tratti di un’ottima legge perché, oltre a stanziare risorse significative per la sanità, dà risposte concrete al ceto medio, ai pensionati e alle partite IVA. Inoltre, i tagli che sono stati fatti alla scuola, sono stati giustificati come la diretta conseguenza della crisi demografica, e non da una scelta voluta. 

L’opposizione – da parte sua – spara a zero, sostenendo tutto il contrario del governo. Infatti denuncia il fatto che sono state stanziate poche risorse per la sanità, che si prevede la cancellazione di 7 mila posti di lavoro nella scuola e che i pensionati subiranno una vera e propria rapina.

Di fronte a questa contrapposizione tra governo e opposizione, che rischia di disorientare un’opinione pubblica spesso priva degli strumenti necessari per valutare le diverse posizioni, diventa fondamentale fare chiarezza e distinguere i fatti dalle dichiarazioni politiche. Ed è proprio quello che cercherò di fare questa sera.

Parto dalle pensioni: la rivalutazione piena al momento è riconosciuta solo agli assegni fino a 4 volte il minimo INPS, pari a 611,85 euro. Tradotto: avrà un rimborso integrale del costo della vita (100%) chi è titolare di una pensione mensile entro 2.447,4 euro lordi.

Per tutti gli altri, l’adeguamento diminuisce progressivamente, in questa maniera:

  • Ai trattamenti oltre 4 e fino a 5 volte il minimo spetta 85%,
  • per gli assegni oltre 5 volte il minimo e fino a 6 volte il minimo si abbassa al 53%,
  • mentre oltre 6 volte e fino a 8 volte il minimo si abbassa al 53%,
  • Infine chi ha una pensione superiore a 8 volte il minimo riceverà il 37%, mentre oltre 10 volte il minimo percepirà una rivalutazione del 32%.

Questo significa una perdita secca per i pensionati, che va da 144,17 euro a 1.314,17 euro annuì per effetto, appunto, del meccanismo di rivalutazione. E a pagare pegno sarà proprio il ceto medio.

Passiamo alla Scuola: l’articolo 66 della Legge di Bilancio 2027 dal prossimo anno scolastico taglia 4.925 docenti e 2049 posti del personale ATA (amministrativo, tecnico, ausiliario).

Questo taglio viene giustificato dall’andamento demografico, dal fatto cioè che le culle sono vuote, vale a dire che gli italiani fanno sempre meno figli. Di conseguenza le classi italiane sono composte da 18 alunni alle elementari e 20 alle medie, una composizione che li pone sotto la media OCSE.

Di fronte a questa situazione, i sindacati hanno reagito duramente, sostenendo che la diminuzione di 100 mila studenti debba essere considerata un’opportunità per rafforzare il sistema scolastico, investendo nelle attività di recupero e sostegno, contrastando la dispersione scolastica e affrontando il problema delle cosiddette “classi pollaio”.

Un problema che, peraltro, non dipende soltanto dal numero degli studenti, ma anche dall’adeguatezza degli spazi disponibili: persino una classe di 15 alunni può risultare sovraffollata se ospitata in un’aula progettata per accoglierne soltanto 10.

Con riferimento al taglio che riguarda il personale ATA la situazione è ancora più grave, in quanto è impossibile tenere in piedi una scuola senza amministrativi e senza bidelli.

Passiamo adesso alla sanità, per la quale sono stati stanziati 3,5 miliardi di euro, una cifra superiore alle previsioni della vigilia, come sottolineano i sostenitori del governo.

È vero che il fondo destinato alla sanità cresce, ma le risorse aggiuntive non sembrano sufficienti a rispondere alle reali necessità del settore. Parallelamente, il governo introduce un voucher sanitario da 300 euro annui, destinato ai pensionati per usufruire di prestazioni al di fuori del servizio sanitario pubblico.

A questa misura vengono destinati 1,6 miliardi di euro, una cifra pari a quasi la metà delle risorse aggiuntive stanziate per la sanità. Restano tuttavia da chiarire le modalità di erogazione del voucher e le tipologie di prestazioni sanitarie che potranno essere acquistate attraverso questo contributo.

Il governo insiste dicendo: nel 2022, quando si è insediata la Presidente Meloni, le risorse per la sanità erano poco più di 126 miliardi di euro, oggi la manovra porta quella cifra a 146,3 miliardi di euro, il 14% in più.

Dimentica però di dire che questa cifra aumenta solo in valori assoluti! Infatti, correggendo l’incremento e rapportandolo al potere d’acquisto, nel quinquennio 2022-2027 in realtà si riduce a 4,1 miliardi.

Si riduce anche il rapporto FSN-PIL dal 6,29 del 2022 al 6,14 attuale, mentre la media europea è del 7,1%.

Resta anche il blocco delle assunzioni. Ne consegue, stando così le cose, che continueranno i tempi biblici delle liste di attesa e la mancanza di medici e infermieri in tanti reparti, soprattutto nelle strutture del Sud.

A questo punto non posso non fare una considerazione: l’universalismo del Sistema sanitario si regge su un livello di prestazioni garantite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Pertanto, se questi livelli di assistenza restano sotto finanziati, si incrina il Patto su cui si fonda l’articolo 32 della Costituzione italiana, che afferma appunto che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti, ponendo limiti ai trattamenti sanitari obbligatori nel rispetto della dignità degli individui.

Il governo, infine, a dimostrazione della sua vicinanza al Sud, suona la grancassa dicendo di avere destinato 2,4 miliardi alla Zes Unica, il sistema di agevolazione che consente alle imprese di investire nel Sud pagando meno tasse.

A questo proposito però dimentica un dettaglio: la manovra rafforza il credito Zes, ma nel Mezzogiorno gli incentivi partono da 200.000 euro, il che significa che artigiani e piccole attività imprenditoriali sono di fatto esclusi dalla possibilità di rinnovare i macchinari e/o di acquistare delle attrezzature perché l’investimento non arriva quasi mai a 200.000 euro.

Che fare dunque?

Lo scopriremo insieme nel video di questa sera! Chiudo il discorso facendo qualche cenno alle elezioni svoltesi in Brasile, Israele, Serbia, Bulgaria e Stati Uniti. Andiamo con ordine:

  • La vittoria di Lula in Brasile rompe il grande freddo politico che avanza in America Latina e vince contro ogni volontà delle élite.
  • In Serbia – anche se non ho elementi per dire come evolverà la situazione in quel paese e quali saranno gli effetti del voto – quello che si può dire è che Davide sconfigge Golia, e che vuole tenere aperto il canale diplomatico con Mosca.
  • In Bulgaria vincono i democratici socialisti da sempre propensi a intrattenere rapporti con la Russia;
  • Negli Stati Uniti Trump subisce una sconfitta cocente, che va al di là di ogni previsione, perdendo la maggioranza sia alla Camera che al Senato a dimostrazione gli americani sono stanchi delle follie di Trump e che non intendono avallare la guerra in Iran perché ha contribuito a rendere più acuta la crisi economica che la attanaglia.
  • Sulle elezioni in Israele faccio una sola considerazione che è anche un punto di domanda: ma che democrazia è quel sistema che esclude tutti partiti che non rappresentano il suprematismo dominante?

Ma per tutti questi, e numerosi altri temi, non mi resta che darvi appuntamento a partire dalle ore 20.00 con la nostra prima visione trasmessa sulla nostra pagina Facebook, sul nostro canale Youtube, e sui nostri altri canali social. Non mancate!

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