Il Comitato Parco Orti della Susanna esprime soddisfazione per il decreto con il quale il Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana riconosce, formalmente, di interesse pubblico le “Formazioni laviche presenti nel territorio urbano di Catania” che vengono sottoposte alle disposizioni di tutela contenute del decreto legislativo 42 del 2024.
Tra queste formazioni vi sono gli Orti della Susanna, l’ampia area verde di Cibali che il Comitato mira a salvaguardare perché divenga un grande polmone verde cittadino, sottratto ad interventi speculativi.
In questa ottica il Comitato ha presentato, nel mese di novembre 2025, delle puntuali osservazioni alla proposta avanzata dalla Soprintendenza nel mese di giugno. Una proposta che prevedeva – meritoriamente – l’introduzione del massimo vincolo di tutela per una parte dell’area.
Con le proprie osservazioni, formulate da una équipe di tecnici, agronomi, geologi, urbanisti, ingegneri idraulici, aderenti al Comitato, quest’ultimo aveva chiesto l’estensione dell’area vincolata con livello di Tutela 3 (massima tutela), segnalando il rischio insito in forme di tutela più blande.
Con il decreto del 26 ottobre scorso, la Regione ha formalizzato l’ampliamento della parte tutelata degli Orti e il rafforzamento dei vincoli di tutela, accettando di fatto le proposte contenute nelle osservazioni presentate dal Comitato e da altre associazioni ambientaliste, la Lipu e il WWF, che comunque aderiscono al Comitato stesso e ne condividono l’orientamento.
Grazie alla spinta del Comitato e delle associazioni, l’area sottoposta al livello di Tutela 3 (il massimo) è cresciuta fino a raggiungere i 12,6 ha che così sono protetti da intenti speculativi che possano distruggere il verde con colate di cemento o comunque alterare l’equilibrio ecologico degli Orti.
La parte residua dell’area, per la quale era stato, inizialmente, proposto un livello di Tutela 1 molto blando, viene ora presa in maggiore considerazione e preservata con un più stringente livello intermedio di Tutela 2, peraltro ampliandola rispetto a prima.
È stato compiuto un passo decisivo per sottrarre alla speculazione edilizia gli Orti di Cibali e il loro patrimonio, non solo naturale ma anche storico ed etnoantropologico, rappresentato dalle testimonianze dell’uso agricolo dell’area, a partire dai muretti a secco fino ai sistemi tradizionali di sollevamento delle acque e di irrigazione con canali in muratura, le cosiddette saje.
Adesso tocca agli enti locali, Regione, Città Metropolitana, Comune, acquisire l’area perché divenga patrimonio pubblico e venga aperta ai cittadini con modalità che non alterino in maniera significativa l’ecosistema esistente.
Dovrà essere, inoltre, affrontato il nodo della gestione, per il quale, non mancano altrove esempi, sperimentati da tempo e già consolidati, di collaborazione virtuosa tra enti pubblici e associazioni del terzo settore che siano interessate e disponibili.
Il presidente del Comitato
ing. Giuseppe Rannisi
Fanno parte del Comitato, oltre a numerosi cittadini come soggetti singoli, le seguenti associazioni, come soggetti collettivi: Arci Comitato Territoriale Catania APS, Argo Catania APS, Associazione Regionale Apicoltori Siciliani, Catania Risorge, Centro Speleologico Etneo, CittàInsieme, Comitato per la Difesa e la Fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania, CULT APS, Fridays For Future Catania, Giustizia Climatica Ora!, Le cave di Rosso Malpelo, Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) OdV-Sezione di Catania, Osservatorio delle Politiche Urbane e Territoriali, Osservatorio Programmatico per Catania, Salviamo il Parco Della Susanna, SUNIA Catania, WWF Sicilia Nord Orientale.





