Bronte, illuminazione “green” nei quartieri bui. Calanna: “Risparmieremo e garantiremo un servizio migliore”

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BRONTE – Il Comune di Bronte continua ad investire per una illuminazione pubblica sempre più “green”.

Dopo essere arrivato primo nella graduatoria regionale per i progetti presentati sull’efficientemente energetico, vedendo approvati lavori per ben 5 milioni e 422 mila euro, il Comune, grazie al “Decreto crescita”, ha ottenuto altri 90 mila euro di finanziamenti dal Ministero per lo Sviluppo economico da utilizzare ancora nel campo del risparmi dell’energia.

“Ormai è risaputo, – spiega il sindaco Graziano Calanna – il Comune partecipa a tutti i bandi che vengono pubblicati e rivolge particolare attenzione a tutti i finanziamenti che possono arrivare per garantire sviluppo. Se poi questo sviluppo è ecosostenibile, ancora meglio. In particolare – continua – questo finanziamento, garantito dal Decreto crescita, ci invita ad investire sull’efficentamento energetico, aspetto che noi già curiamo con particolare attenzione. Per questo nel rispetto dei tempi dettati dalla norma, abbiamo affidato all’Ufficio tecnico del Comune il compito di redigere un opportuno progetto per illuminare quelle zone del territorio oggi non servite dall’illuminazione pubblica con opportuni impianti ad “isola”, cioè non collegati alla rete elettrica e capaci di illuminare il territorio grazie a pannelli fotovoltaici ed opportune batterie”.

Ed i punti luce che l’Ufficio tecnico ha individuato sono 32, distribuiti nelle zone e nelle vie non raggiunte dalla rete elettrica. In particolare nuovi impianti di illuminazione pubblica saranno istallati nelle contrade Sciarotta bassa (zona depuratore) e Piano Daino e nelle vie Piersanti Mattarella, Ungaretti, Principe Nicola, Piracmon, Sforza, San Biagio, Giacinto e Scibilia.

“A noi – continua il sindaco – piace l’idea di illuminare senza consumare energia elettrica, perché questo da una mano all’ambiente. Gli impianti elettrici ad “isola” sono ideali perché consumano energia da fonti rinnovabili. L’unico neo sono le batterie che vanno ad esaurimento, ma noi nel progetto abbiamo inserito l’utilizzo di particolare batterie garantite 10 anni. Alla fine – conclude – il Comune risparmierà e garantirà un servizio migliore”.