GdF, Catania: la “fabbrica del falso” approfitta della pasqua, sequestrati oltre 2.000 articoli contraffatti

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Oltre 2 mila giocattoli presumibilmente contraffatti sono stati rinvenuti e sequestrati dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania in un esercizio commerciale del capoluogo etneo.

In particolare, i finanzieri della locale Compagnia, impegnati in attività di prevenzione e repressione dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, perniciose minacce per l’economia legale, hanno sequestrato 2.463 giocattoli contraffatti, in quanto riproducenti marchi famosi e registrati, in violazione del diritto di privativa industriale.

Tra le migliaia di giocattoli contraffatti, sono stati rinvenuti, già assemblati e pronti per la vendita, centinaia di uova in plastica imitazioni del noto contenitore-giocattolo “PASQUALONE”: all’illusione di acquistare un prodotto conosciuto conseguiva la delusione della sorpresa, atteso che le imitazioni contenevano prodotti scadenti e non adatti ai più piccini, come cinture e porta monete per adulti, porta chiavi e altri articoli non attinenti al periodo pasquale.

I successivi riscontri delle Fiamme Gialle hanno inoltre permesso di individuare un cospicuo numero di etichette, riproducenti i noti supereroi della Marvel ed i famosi personaggi di “Topolino” “Me contro Te”, “Bing” e “FROZEN”, nonché “CR7” pronte per essere apposte sui prodotti ancora in fase di confezionamento, nonché numerosi giocattoli contraffatti e altamente pericolosi per la salute, attesa la dubbia provenienza.

L’intervento si è quindi concluso con il sequestro di tutti gli articoli contraffatti e con la contestuale denuncia a piede libero, alla competente Autorità Giudiziaria, di un cittadino italiano per commercio di prodotti contraffatti, utilizzo di segni mendaci e ricettazione.

L’operazione svolta dai finanzieri della Compagnia di Catania rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale, finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, oltre che alla repressione degli illeciti di natura fiscale, a tutela del tessuto produttivo italiano che, alla luce dell’attuale stato di crisi connesso all’emergenza epidemiologica, è divenuto più vulnerabile rispetto alle fenomenologie illecite e agli interessi criminali