Messina, colpo ai clan mafiosi dei Nebrodi. Il plauso dei sindacati siciliani

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MESSINA – Arrivano le reazioni delle associazioni sindacali nei confronti dello storico blitz messo a segno dalla DDA di Messina nei confronti dei clan mafiosi operanti nel territorio dei Nebrodi,  che ha condotto nelle scorse ore all’arresto di ben novantaquattro persone e al sequestro di centocinquanta attività.

Sos Impresa – Rete per la legalità plaude con forza la straordinaria e illuminante operazione della Procura antimafia di Messina che ha svelato il complesso e profondo intreccio di interessi mafiosi e corruttivi, già contrastati dall’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe  Antoci.

“La magistratura inquirente diretta dal dottore Maurizio De Lucia, gli uomini dei Ross e tutti gli uomini delle forze dell’Ordine impegnati in questa operazione – afferma Luigi Cuomo, presidente nazionale di SOS IMPRESA –  meritano il riconoscimento e il sostegno di tutti i siciliani nonché dell’intero Paese. Operazioni come queste incoraggiano le persone oneste e liberano territori bellissimi dal controllo mafioso e del malaffare”.

“E’ con immensa gratitudine che rivolgo il mio personale grazie alla magistratura, che ha anche confermato quanto siano state giuste le intuizioni dell’ex presidente Antoci – aggiunge Giuseppe Scandurra,  vicepresidente nazionale di SOS IMPRESA – e quanto lo stesso Antoci sia stato effettivamente esposto alla violenza criminale mafiosa, che ha tentato in tutti i modi di difendere il  proprio sistema di interessi illeciti e parassitari nel Parco dei Nebrodi”.

A unirsi al plauso per l’operazione conclusa è il Coordinamento siciliano della Rete per la Legalità che si costituirà parte civile nel procedimento, ribadendo la propria vicinanza a tutti coloro i quali si battono per l’affermazione della legalità.

IL PLAUSO DELLA CGIL – “L’indagine della direzione distrettuale antimafia di Messina e i conseguenti arresti portano alla luce una truffa colossale che è frutto anche delle distorsioni del sistema, che di fatto finora non ha garantito che le risorse europee producessero sviluppo, ma solo arricchimenti illeciti”. Lo scrivono in una nota congiunta il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, e il segretario nazionale Cgil, Giuseppe Massafra, a proposito degli arresti di 94 tra esponenti della mafia dei Nebrodi e colletti bianchi, che hanno drenato illecitamente dal 2013 ad oggi oltre 10 milioni di euro di risorse pubbliche destinate all’agricoltura.

“Un’operazione importante e meritoria – osservano Mannino e Massafra – ma che non basta a eliminare un sistema criminoso ampio come dimostrato, e che gode di appoggi e accondiscenze”. I due esponenti della Cgil rilevano “il contributo dato nel risultato di oggi dal protocollo voluto dall’ex presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, che se esteso aiuterebbe ulteriormente nel contrasto alle attività criminose dei clan”. Tra le distorsioni da eliminare – sottolineano i due esponenti della Cgil – , quella che consente l’assegnazione delle risorse sulla base del possesso della terra, piuttosto che di progetti . Lo Stato, inoltre – aggiungono – si deve reimposserare del suo territorio, censendo tutti i terreni demaniali e, attuando il progetto di “Banca della terra”, con l’affidamento a fini produttivi a cooperative e aziende fatte da giovani”.

Mannino e Massafra dicono che “all’immobilismo di un sistema che, come dimostrato non produce sviluppo ma favorisce la mafia, che abilmente si insinua nei meandri di procedure che hanno falle per fare razzia di risorse pubbliche nell’assenza di controlli adeguati, occorre sostituire un sistema pubblico dinamico che indirizza le risorse verso la creazione di attività produttive e di lavoro. Bene dunque l’azione repressiva – osservano Mannino e Massafra – ma non sufficiente. Per liberare realmente il territorio ed eliminare il silenzio, l’accondiscendenza e la paura di chi subisce questo sistema, rilevati dalla magistratura stessa nel corso dell’indagine, serve un segnale forte da parte delle istituzioni pubbliche in termini progettuali e di rilancio dell’occupazione”.

Dalla Cgil viene un appello alla società civile a mobilitarsi per ottenere dalle istituzioni le misure necessarie “a estromettere definitivamente la mafia dal sistema economico e sociale siciliano, incentivando anche la fiducia delle popolazioni che subiscono la vessazione di una mafia che non lascia al territorio nulla, ma depreda anzi le risorse che potrebbero produrre sviluppo e lavoro”.