Rifondazione Comunista Sicilia sul governo: “non ci facciamo divorare dal drago”

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Il cerchio si è chiuso: il salvatore della patria ha licenziato la squadra di governo e liquidato ogni residua speranza (per i pochi che, nonostante ogni evidenza, la nutrivano) di un’uscita dalla crisi che non fosse una brutale restaurazione del capitale, che approfitta cinicamente della debolezza di un paese fiaccato dalla pandemia, dalla povertà e dall’assenza di un’alternativa credibile.

La presenza di Gelmini agli affari istituzionali e le autonomie e Carfagna al ministero per il sud e la coesione sociale ne sono un’allarmante dimostrazione. L’autonomia differenziata rischia di precipitare nel peggiore dei modi: si profila un separatismo del nord, che tenterà di accaparrarsi risorse nell’intento di salvarsi da solo, trascinandoci invece tutti nel baratro. I ministeri del turismo e dello sviluppo economico nelle mani della Lega rivelano quale sarà l’orientamento del governo in settori nevralgici per il futuro dei territori. Né può rassicurare la posizione espressa da Bonaccini sulla distribuzione dei fondi. Tutti uniti in un vero e proprio progetto neoliberista e separatista.

La lotta contro il regionalismo differenziato oggi è più che mai urgente, la questione meridionale deve incrociare un’opposizione generale contro il governo delle banche e dei padroni per la costruzione di un’alternativa sociale e politica a questo scempio.