Sgarbi si dimette: “basta rapporti con Musumeci, è un maleducato”. Intanto il Governo va ko sul Defr

PALERMO – “Non voglio avere alcun rapporto con Musumeci che è un gran maleducato”. Parola di Sgarbi che oggi ha ufficializzato le sue dimissioni da assessore regionale ai beni culturali decidendo di consegnare la lettera al capo di gabinetto e non allo stesso presidente che giudica, appunto, maleducato e poco attento alle proposte che lo stesso assessore aveva portato avanti.

Ogni rapporto politico e umano con Musumeci è interrotto definitivamente, non ho intenzione di parlare con lui dopo che non ha risposto al mio invito“. Sgarbi si riferisce ai tanti messaggi inviati dal suo telefonino al presidente della Regione per invitarlo a un incontro con dei finanziatori interessati al progetto del Tempio G. E l’assessore dimissionario mostra questi messaggi, a prova che non hanno mai avuto risposta.

Dunque logoro il rapporto col presidente della Regione sul quale Sgarbi dice: “Considero Musumeci un dipendente dei 5stelle, mi dimetto perché non ho intenzione che sia lui a decidere il mio destino. È stato lui a rompere il patto, non io certamente”.

Se le dimissioni di Sgarbi erano annunciate – il secondo assessore che si dimette dopo pochi mesi, il primo fu Figuccia – meno annunciato era il ko che il governo Musumeci ha dovuto subire in serata in aula impegnata a discutere il Documento di programmazione economico e finanziaria 2018-2020 (Defr): servivano 33 per approvare questo documento ma ne sono arrivati 32 su 65. A votare contro il Pd e il M5S: “Se il presidente crede di non essere in grado di governare questa Regione, si dimetta – il commento del capogruppo del Pd Giuseppe Lupo – anche alla luce della bocciatura del Defr, il presidente valuti serenamente la situazione: non fa bene alla Sicilia avere un governatore che un giorno sì e uno no, ripete di non avere una maggioranza”.

“Se pensate che mi voglia consegnare ostaggio di qualcuno, scordatevelo – aveva detto il presidente della Regione eletto dal centrodestra, rivolgendosi all’aula – se serve un confronto facciamolo qui in aula alla luce del sole, ma se qualcuno pensa che io prima di entrare in aula debba passare dal capo-corrente di turno per avere il suo voto, scordatevelo. Non avrei alcuna difficoltà a restituire la parola ai siciliani. Non intendo perdere la mia dignità“.

“È stato un dibattito in parte serio e in parte fortemente demagogico, è il segnale evidente di un’aria di inquietudine in quest’aula – ha detto Musumeci – pensare che il peso della responsabilità debba cadere solo sul presidente e sul governo, è un atteggiamento del tutto sbagliato”. Musumeci aggiunge: “Ho rispetto per il ruolo delle opposizioni, ma qui non si può giocare al ‘tanto peggio tanto meglio’, qui ognuno di noi è chiamato a dare risposte”. E la risposta è arrivata.

Sulle dimissioni di Sgarbi interviene anche il leader del M5S in Sicilia Giancarlo Cancelleri che dice: “E’ la conseguenza delle scelte fatte con la spartizione delle poltrone tra i partiti della coalizione. Il risultato? Alcuni assessori come Mariella Ippolito che non ha capito le emergenze che ruotano attorno al suo assessorato, a partire dai disabili“. Per il leader a Cinque Stelle “si naviga a vista e questo determina un immobilismo e una paralisi che la Sicilia non si può permettere. Si facciano i documenti contabili con tre o quattro priorità come i fondi per i disabili e quelli per i Comuni, si lavori a una legge elettorale frutto di un lavoro condiviso in Parlamento e poi si torni al voto entro l’anno”.