Covid-19, Saitta e Suriano (M5s): “Vicini ai cittadini, ma Regione mostra troppe mancanze”

Immagine di repertorio

PALERMO – I deputati alla Camera del Movimento Cinque Stelle Simona Suriano ed Eugenio Saitta sono intervenuti sulla attuale situazione pandemica sull’Isola evidenziando alcuni deficit del governo regionale sotto l’aspetto sanitario e su quello della mancata spesa dei fondi erogati dal governo nazionale.

“La situazione attuale è davvero complessa – dicono i deputati – e va affrontata con responsabilità e senso delle istituzioni da parte di chi rappresenta i cittadini. Il governo nazionale si appresta a varare misure straordinarie di sostegno per le categorie che vivono le difficoltà dovute alle chiusure stabilite per contrastare il propagarsi del virus”.

“Il governo nazionale sta lavorando pancia a terra in una situazione emergenziale. In questo quadro però spiace evidenziare che le Regioni non abbiano fatto la loro parte. Il decret Agosto ha stanziato 300 milioni a livello nazionale per il potenziamento del trasporto pubblico e nonostante i fondi a disposizioni poco o nulla appare migliorato”.

“Inoltre in Sicilia si dovevano incrementare i posti per le terapie intensive. Invece adesso, nel pieno della seconda ondata, ci ritroviamo con l’assessore regionale Razza che “requisisce” un ospedale ad Acireale per trasformarlo, d’urgenza  e d’imperio, in un Covid Hospital. E tutte le strutture dismesse, nel Catanese, di cui abbiamo più volte parlato perché non sono divenuti centri per la cura del Covid? In Sicilia, i pazienti affetti da Covid ricoverati in terapia intensiva arrivano a una cifra vicina a 100. I posti letto totali sono 538, per una saturazione  pari al 17,66%. Restano però solo 66 letti disponibili prima di raggiungere la soglia di emergenza del 30%. In questi mesi, con le risorse disponibili, in Sicilia si sarebbero potuti avere fino a 709 posti di terapia intensiva”.

“Non c’è stata alcuna pianificazione sanitaria, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca)  non sono state adeguatamente potenziate tanto è vero che per un tampone si attendono giorni e giorni. Non è stato potenziato il personale medico eppure tra decreto Cura Italia e Rilancio abbiamo stanziato circa 7 miliardi di euro per la sanità. Risorse che erano destinate anche all’aumento del 50% in ogni regione dei posti letto in terapia intensiva e al raddoppio di quelli nei reparti di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa), al pagamento degli straordinari del personale sanitario, alla copertura di 20 mila assunzioni nel sistema sanitario, al potenziamento dell’assistenza territoriale. Auspichiamo che possa esserci a stretto giro una netta inversione di tendenza”.